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Recensioni librarie di Maria Di Lorenzo

 

 

 

 

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Turi Vasile

 

Turi Vasile

 

UN VILLANO A CINECITTA’

Sellerio Editore 1993

 

 

recensione di MARIA DI LORENZO

 

© “Oggi e Domani” – Agosto 1993

 

notizia sull’autrice

Maria Di Lorenzo

 

MARIA DI LORENZO

 

 

Nata nel 1964, vive e lavora a Roma.

 

Dopo il Liceo Classico, ha frequentato i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia presso la Università degli Studi di Urbino, laureandosi col massimo dei voti in Letteratura Italiana, con una tesi di carattere psicoanalitico su Giacomo Leopardi.

 

Ha lavorato quindi come giornalista per il quotidiano Il Tempo, per la RAI e per varie testate italiane. Impegnata da vari anni nel campo del giornalismo culturale, attualmente è direttore responsabile della rivista IN PURISSIMO AZZURRO.

 

Ha scritto e pubblicato diversi opere, fra poesia, narrativa e saggistica, realizzando inoltre anche radiodrammi, testi teatrali e soggetti per il cinema.

 

I suoi libri sono stati tradotti fino a oggi in inglese, portoghese, ceco e polacco.

 

Al momento sta scrivendo un nuovo romanzo, dopo La sera si fa sera del 2004, e ha diversi progetti sulla propria scrivania e nel fatidico “cassetto”, che sono in attesa di realizzazione.

 

E’ in questi giorni in libreria la sua ultima fatica letteraria: Nasconditi dentro il mio cuore.

 

Il suo sito web è:

 

www.mariadilorenzo.net

 

 

 

 

 

 

Turi Vasile è un outsider nel microcosmo culturale italiano.

 

Lo è per nascita, per temperamento, per vocazione: perché è nato in Sicilia, perché coltiva da sempre molteplici interessi che, sottraendolo alla fissità di un ruolo codificato, lo pongono fuori dal coro; perché non appartiene a nessuna cordata pseudo-intellettuale e può concedersi il lusso di fare soltanto le cose in cui crede veramente: Un villano a Cinecittà, appunto, che si potrebbe definire un ideale proseguimento della raccolta di racconti Paura del vento (Sellerio Editore, Palermo, 1986).

 

Lì c’era un bambino dal cuore gonfio di sogni che scrutava i confini del mondo dal semaforo solitario di Capo d’Orlando, davanti alle Eolie, immaginando un futuro a misura di quei sogni infantili; adesso il bambino del faro siciliano è cresciuto, è un ragazzo volitivo e romantico a Roma, nel furore della guerra, che per sbarcare il lunario si getta nell’avventura di Cinecittà, la fabbrica dei sogni di celluloide e delle speranze affidate alla rinascita economica e morale del Paese.

 

“C’è una strada nel fondo della nostra memoria, porta dritta al passato come al futuro”, scrive Vasile, ed è la strada della stidda ca curri, la stella di un destino già segnato a cui non è possibile sottrarsi e che per lui sarà quella del cinema, dei mille viaggi e occasioni, degli incontri che restano nel cuore ed ogni tanto ritornano, emergendo dal fondo magmatico della memoria, incastonati in un presente incorruttibile ed eterno.

 

Ecco allora stagliarsi le immagini vivaci, e un po’ gaglioffe, di Rossellini e Vittorio De Sica, “maestro di inganni”, di una famiglia arcaica e unitissima, di un se stesso corrucciato e schivo: temperamento insulare, tutto slanci e timidezze improvvise, che ora rivede con gli occhi della memoria, con tenerezza e con pudore, contrassegni dell’appartenenza isolana.

 

Ma  da queste schegge di vita che la penna sottrae all’impetuosa velocità della Storia che tutto travolge, c’è qualcosa che oscuramente rimane, e si erge da un fondo di lontananze remote: una Sicilia come luogo dell’anima, come genius loci che lo segue in tutti i vagabondaggi per mare e per terra (si legga il bellissimo Bentornato alle sabbie nere) e che neppure i fantasmagorici bagliori della “provincia Cinema” riusciranno mai ad offuscare nel ricordo e nel desiderio inesausto del ritorno. 

 

Per quanto possa girare il mondo il siciliano non potrà fare altro che tornare, ogni volta, alla sua terra natìa, alla sua natura aspra e selvaggia, alla sua luce meridiana: perché al mondo non esiste nessun altro luogo in cui poter ricomporre, armonicamente fuse insieme, le crudeli disarmonie della vita.

 

 

MARIA DI LORENZO

 

“Oggi e Domani”  - Anno XXI - Numero 8 – Agosto 1993

 

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  Morgana

  Paura del vento

 

 

 

 

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