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teresina è uscita dal gruppo

 

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Maria Di Lorenzo

Teresina è uscita

dal gruppo

Paoline, Milano 2008

pp. 192, € 11,00

 

copertina libro teresina

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INDICE


 

Premessa

 

INTRODUZIONE A UNA PRESENZA

 

Capitolo I

Essere stella o fuoco

La trappola del vuoto

 

Capitolo II

“Preferisco l’aceto allo zucchero”

Il mio posto nella complessità della vita

 

Capitolo III

Trasparente alla luce

Da un sogno all’inferno

 

IL MONDO NON BASTA

 

Capitolo IV

Nel cavo della roccia

Il senso dei giorni

 

Capitolo V

Fuori dal nido

Voglio essere come te

 

Capitolo VI

“Scelgo tutto”

Come una grande “autostrada”

 

ABITARE IL SILENZIO

 

Capitolo VII

Sete ardente

Piccola sorella maggiore

 

Capitolo VIII

Il paese dell’amore di Dio

In nome della nostra vecchia amicizia

 

Capitolo IX

bellezza né decoro

La vita senza Dio

 

SENTINELLA DELL’INVISIBILE

 

Capitolo X

Alfabeto mistico

Nella notte, una suora

 

Capitolo XI

Oltre la grata, il cielo

Notizie dalla nostra tribù

 

Capitolo XII

A un passo dal nulla

A cuore aperto

 

TERESA E IL POPOLO DELLE BEATITUDINI

 

Capitolo XIII

L’amore basta all’amore

“Non so cosa farmene di me…”

 

Capitolo XIV

Riva straniera

Con gli occhi fissi al premio

 

Capitolo XV

Amore mendicante

Conclusione

 

Novena a santa Teresa di Gesù Bambino

Bibliografia

 

 

 

L’AUTRICE

Maria Di Lorenzo

 

MARIA DI LORENZO

 

Nata nel 1964, vive e lavora a Roma.

 

Dopo il Liceo Classico, ha frequentato i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia presso la Università degli Studi di Urbino, laureandosi col massimo dei voti in Letteratura Italiana, con una tesi di carattere psicoanalitico su Giacomo Leopardi.

 

Ha lavorato quindi come giornalista per il quotidiano Il Tempo, per la RAI e per varie testate italiane.

 

Esperta in problematiche religiose del nostro tempo ed attivamente impegnata da vari anni nel campo del giornalismo culturale, attualmente è direttore responsabile del mensile IN PURISSIMO AZZURRO.

 

Cinema, letteratura, teatro e spiritualità sono i suoi principali campi di interesse, sia personali che professionali.

 

Diverse sono le collaborazioni letterarie di Maria Di Lorenzo con riviste italiane di letteratura e di critica, dal 1990 fino ad oggi.

 

Come autrice di versi è stata tra i segnalati al Premio Letterario Internazionale “Eugenio Montale” nel ‘91 per la silloge Il tempo di un breve commiato, poi confluita nella prima raccolta poetica intitolata Voci dal muschio (Edizioni Tracce, Pescara 1992), a cui qualche anno dopo ha fatto seguito la  plaquette Quaderno Siciliano (Firenze PoesiArte, 1994).

 

Le sue poesie hanno ottenuto dagli addetti ai lavori numerosi consensi e riconoscimenti e sono pubblicate e recensite su riviste ed antologie italiane ed estere.

 

Autrice di racconti, nel 1992 ha vinto il Premio di narrativa intitolato a “Giacomo Debenedetti” per il miglior esordiente under 30, con il racconto A sud del cuore.

 

Dal 1992 a oggi ha pubblicato diversi volumi di narrativa, poesia e saggistica, e ha anche composto radiodrammi, testi teatrali, fiction cine-televisive, programmi radiofonici.

 

Ricordiamo:

 

Voci dal muschio (raccolta di poesie, Tracce, Pescara 1992);

 

Quaderno Siciliano (plaquette f.c, PoesiArte, Firenze 1994);

 

Donna e cinema nell’Europa duemila (Demian Edizioni, Teramo 1994),

 

Donne e cinema nell’Europa duemila fra immaginario e quotidianità (Editrice Andromeda, Colledara, 1998); 

 

Rosario Livatino. Martire della giustizia (Paoline, Milano 2000, 2008),

 

Con la croce sul cuore – Edith Stein (Bologna, Edizioni dell’ Immacolata, 2000, 2006),

 

Pier Giorgio Frassati. L’amore non dice mai basta (Paoline, Milano 2002),

 

Madre Teresa. Lo splendore della carità (Paoline, Milano 2003),

 

Una scorciatoia per il cielo - 17 percorsi di vita e di fede con Maria di Nazareth (Gribaudi, Milano 2004),

 

La sera si fa sera (Edizioni Tracce, Pescara 2004, romanzo).

 

Le sue opere sono state tradotte fino a oggi in inglese, portoghese, ceco e polacco.

 

Attualmente Maria Di Lorenzo lavora a un nuovo romanzo, dopo La sera si fa sera del 2004, e ha diversi progetti sulla propria scrivania e nel fatidico “cassetto”, che sono in attesa di realizzazione.

 

E’ in questi giorni nelle librerie la sua ultima fatica letteraria: Teresina è uscita dal gruppo.

 

 

 

 


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di Maria di Lorenzo

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Un racconto di vetro soffiato

per svelare il “mistero”

di Teresa di Lisieux

 


 

Arriva in questi giorni in libreria l'ultima fatica letteraria della scrittrice Maria Di Lorenzo: “Teresina e' uscita dal gruppo” (Paoline Milano 2008) e' un romanzo-inchiesta davvero originale che si addentra in ciò che la stessa autrice definisce "il mistero di Teresa di Lisieux", accompagnando la propria voce a quella di un gruppo di ragazzi e ragazze del nostro tempo in cerca di un senso vero da dare alla propria vita, e che come lei si sono lasciati interrogare dal mistero di Teresina, dal segreto della sua vita veloce come una meteora e straripante di felicità che l'ha portata dapprima alla vette della santità, e poi ad essere anche proclamata Dottore della Chiesa da papa Giovanni Paolo II una indimenticabile mattina di ottobre del 1997.

Ma chi sono i giovani del duemila e che cosa pensano? E’ un mondo un po’ misterioso, il loro, un mondo a parte, per certi versi inaccessibile. Li si immagina a volte come "alieni" di un altro pianeta, e per molti adulti essi lo sono realmente: un'altra razza, da osservare al microscopio delle proprie supponenti certezze con lo sguardo fisso dell’entomologo.

Anche Teresina, la giovanissima santa di Lisieux, ha attraversato il secolo appena trascorso sotto la potente lente del microscopio. La sua vita infatti è stata analizzata da dotti teologi e fini letterati, da artisti e filosofi, compositori e registi, celebrata all’infinito in pellicole, dischi, libri, video, pièces teatrali, fino ai più recenti siti internet, che si sono gettati a capofitto nella sua vita e nei suoi pensieri affidati a quel singolare diario, la Storia di un’anima, che conobbe un’enorme diffusione nel XX secolo segnando profondamente la vita e la spiritualità di milioni di credenti in ogni parte del mondo.

Di fronte a un tale “oceano” di carta stampata, di immagini, di parole sonore e virtuali, Maria Di Lorenzo ha scelto di percorrere un’altra strada. "Non mi interessava scrivere una nuova biografia  - spiega la scrittrice – tantomeno un trattato teologico, perchè non sono una teologa di professione ma semplicemente una narratrice. Quello che volevo fare infine era addentrarmi nel mistero di Teresa. Volevo riuscire a spiegare, prima di tutto a me stessa, il mistero ineffabile di questa ragazza di provincia vissuta più di cento anni fa che ancora oggi ci interpella con il suo fascino e con le sue acerbe e attualissime provocazioni, il paradosso di una felicità laddove la felicità non si crede possibile: nella cella di un convento di clausura".

Una storia di straordinaria intensità emotiva, la sua, narrata con notevole finezza da una scrittrice di rango come Maria Di Lorenzo che sa come regalare emozioni forti ai suoi lettori e che attraverso una lingua fluida e perfettamente aderente alle cose è capace di aprire varchi di comprensione e di grande felicità narrativa in cui la riflessione e l'analisi si sviluppano in una forte e ineludibile tensione morale.

"Ho scritto questo libro non “per” i giovani ma “con” i giovani", dice l'autrice. E infatti "Teresina e’ uscita dal gruppo" si propone di tracciare il percorso spirituale di santa Teresa di Lisieux in un’ottica particolarmente attenta al mondo giovanile: cinque macro-capitoli affrontano le tappe spirituali del suo cammino esistenziale, intervallati dalle lettere indirizzate a S. Teresa dai giovani partecipanti al Concorso Internazionale «Cara Teresina ti scrivo…».

Il testo di Maria Di Lorenzo si presenta così come il racconto di una ricerca. La ricerca di un senso da dare alla propria vita - doloroso a volte ma sempre necessario - che sulle pagine del libro incontra il silenzio eloquente di una creatura interamente attraversata da Dio, la piccola Teresa di Francia, che con ogni fibra del suo essere ha detto al mondo, e per sempre, tutto l'assoluto che aveva nel cuore ed il segreto, spesso misconosciuto, della felicità: tutta la nostra vita è un'esperienza di gioia.

Con "Teresina è uscita dal gruppo" Maria Di Lorenzo regala al lettore un'indagine letteraria che fa vibrare tutte le corde dell’anima e che cattura fin dal primo istante grazie a una scrittura tanto limpida quanto avvolgente, ricca di vibrazioni interiori e lieve come il respiro di un vetro soffiato, all'interno di un tessuto narrativo articolato e sapiente che le consente di condurre il proprio racconto in modo estremamente moderno e avvincente e che la conferma come una delle scrittrici più interessanti e sicuramente più dotate del panorama letterario italiano.

[Davide Bersani, Un racconto di vetro soffiato per svelare il “mistero” di Teresa di Lisieux, "In Purissimo Azzurro" – Giugno 2008]

 


Intrigante

come un romanzo

e vero

come la vita


 

Maria Di Lorenzo ci parla

di santa Teresa di Lisieux

Teresina è uscita

dal gruppo

per andare incontro

alla santità

 

di SIMONA LO IACONO

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Mi sono molto interrogata, prima di intervistare Maria Di Lorenzo. Il suo libro, infatti, non è solo la storia di un’esperienza di santità. Piuttosto è un coro di voci, una polifonia che si nutre di sfumature e intonazioni, perché all’inconfondibile narrazione della vita di Teresa di Lisieux unisce la storia di ciascuno di noi.

La prima cosa, quindi, che sono spinta a chiederle è proprio questa, questo incontro tra il mondo di oggi e l’esempio di santità che offre Teresina.

D - L'incontro con la figura di Teresa di Lisieux è, innanzitutto, l'incontro con un'esperienza umana e spirituale: quella della santità. A suo avviso, qual è il valore di questa esperienza nella società attuale?

R - Viviamo in un'epoca all'apparenza indifferente alla santità, ma sotto sotto, a pensarci bene,  non è così. La santità infatti affascina sempre, tanto oggi come ieri, ed interpella la nostra coscienza, spesso anzi ci sconcerta. Bisogna dire però che abbiamo sovente un'idea un po' "titanica" della santità, che ci piace ammirare ma da lontano, sembrandoci un'esperienza assolutamente impraticabile per noi "comuni mortali". L'esperienza di Teresa di Lisieux però ci mostra che non è affatto così. Alcuni anni dopo la sua morte, una compagna di scuola fu chiamata a testimoniare al suo processo di canonizzazione, e lei, con molta sincerità, ebbe a confessare: "Se mi avessero detto che nella mia classe c’era una santa, io non avrei mai pensato a Teresa…". Quindi, Teresina non era affatto una ragazza "superdotata", non era santa fin dalla nascita, anzi nulla lasciava presagire che, un giorno, lo sarebbe diventata. Tuttavia lei si è affidata completamente a Dio - qui sta la differenza - e Dio l'ha plasmata con il suo amore.

D - Le pagine del suo libro "Teresina è uscita dal gruppo" scorrono tra squarci della vita di Teresa di Lisieux (tratti dalla sua "Storia di un'anima"), ricordi del Santo Padre Giovanni Paolo II e delle sue entusiastiche giornate della gioventù, e lettere di "uomini e donne di passaggio", col peso del proprio cammino sulle spalle. I rimandi sono efficacissimi perchè legano l'esperienza spirituale della santa sia all'apostolato della chiesa, sia alla vita concreta di tutti noi. La stessa Teresina aveva preannunciato alle consorelle che dopo la nascita al cielo avrebbe continuato a intervenire nella vita delle anime. E' questo il senso dei rimandi o ce n'è anche un altro?

R - I rimandi, come lei li definisce, sono in realtà l'ossatura stessa del mio libro, non un fatto aggiuntivo che deve sorreggere l'impalcatura narrativa. Sono invece la sostanza del libro e disegnano delle traiettorie ben precise dentro la vita degli uomini e delle donne del nostro tempo, per la maggior parte giovani fra i venti e i trent'anni, che si sono lasciati interrogare dal "mistero" di Teresina nella loro tenace ricerca di un senso da dare alla propria vita. Il mio libro è nato da questi molteplici incontri, ed anche da un concorso letterario svoltosi nel 2006, "Cara Teresina ti scrivo...", a cui parteciparono moltissimi giovani di tutto il mondo con delle lettere indirizzate a S. Teresa di Lisieux. Lettere davvero molto belle, alcune persino spiazzanti nella loro brutale franchezza, ma tutte assolutamente sorprendenti per freschezza narrativa e genuinità di ideali. Le lessi e pensai di inserirne alcune nel mio libro, perchè aderivano perfettamente alla mia personale ricerca sviluppatasi piano piano in tre anni di letture, di appunti abbozzati a matita e trasferiti sui file di un computer, di lunghe e imprevedibili "circumnavigazioni" attorno al mistero di Teresa. Perciò io dico che questo libro non l'ho scritto "per" i giovani, ma "con" i giovani, queste pagine infatti incrociano le loro vite, le loro speranze, le loro angosce, affidate in modo singolare ai messaggi da essi inviati a Therese Martin, per tutti semplicemente "Teresina".

D - La "piccola via" tracciata da Teresa, a suo avviso, in che modo può confrontarsi con le "tante e grandi cose" del mondo di oggi?

R - E' sicuramente qualcosa di spiazzante, se ci pensiamo bene. Dove tutto aspira a essere "grande", Teresina invita invece alla "piccolezza". Per quanto paradossale possa sembrare la sua proposta, essa affascina in modo davvero irresistibile l'umanità di oggi come quella di ieri, presentandosi pur nella sua straordinaria semplicità come una eccezionale maestra di vita. Altrimenti perchè mai tante persone, credenti e non, farebbero chilometri e chilometri per vedere una cassa di foggia antiquata dentro una teca di cristallo, che trasporta le sue spoglie mortali in giro per l'Italia? Sono le spoglie di una suora di clausura di appena 24 anni vissuta più un secolo fa, che ancora oggi però ci interroga e ci disorienta. Teresina ci interpella con il fascino delle sue attualissime provocazioni e con il paradosso di una felicità là dove la felicità non si crederebbe assolutamente possibile: la cella di un convento di clausura.

D - La vocazione spirituale di Teresa è certo stata alimentata e sostenuta da una famiglia tutta incardinata nei valori più autentici della preghiera e della vita cristiana. Il libro è anche un invito alla riflessione del ruolo della famiglia nella formazione spirituale dei giovani?

R - Sicuramente la famiglia riveste un ruolo importante nella crescita dei ragazzi di oggi, come di ogni tempo del resto. Ma se i genitori sono distratti, esauriti da troppe incombenze quotidiane, incapaci di ascoltare veramente i loro figli e di relazionarsi con loro in modo sereno, come potranno aiutarli a crescere? Che cosa trasmetteranno loro se essi stessi, dentro, non ce l'hanno già in abbondanza? Molte famiglie poi, anche se fortemente incardinate nei valori cristiani, non sanno affatto trasmettere la loro fede ai propri figli perchè presentano il cristianesimo come una serie di divieti e di obblighi, che non piacciono a nessuno e dove non fa mai capolino la gioia, quella gioia che invece i ragazzi desiderano fortemente per la loro vita e che essi poi finiranno per cercare altrove, spesso senza trovarla, nello "sballo" ad esempio, nell'ecstasy, o nelle corse in automobile a duecento all'ora sulle strade di notte per sfidare la morte, o forse la vita, che è poi la stessa cosa...

D - In che modo allora, secondo lei, Teresina che è "uscita dal gruppo" può aiutare i nostri ragazzi a uscire a loro volta dalla massificazione del linguaggio e del costume odierno per trovare la propria inconfondibile e inimitabile voce? Trovo che l'aspirazione all'assoluto di Teresina, che afferma senza indugio: "scelgo tutto", sia la stessa sottolineata da Giovanni Paolo II quando riponeva tante speranze nei giovani chiamandoli le sue "sentinelle del mattino". Non pensa che questa "voglia di tutto" , così fresca e incontaminata all'inizio della vita, possa forse essere la base dalla quale partire nell'educazione dei nostri figli, per poi essere indirizzata verso chi può soddisfare quella sete?

R - Le racconto un episodio: un giorno ho chiesto a una ragazza di 25 anni che stava entrando in un ordine monastico di stretta clausura: "Ma perchè lo fai?". Aveva tutto, un bel lavoro, un fidanzato meraviglioso, una famiglia perfetta, molte buone amicizie, insomma una ricca vita sociale. Perchè lasciare tutto questo per rinchiudersi tra le quattro mura di un convento di clausura? "Perchè voglio tutto", mi rispose lei spiazzandomi con un sorriso. "Io voglio quello che vogliono tutti i miei coetanei in fondo - mi spiegò lei - , e cioè l'assoluto. E' questo infatti che noi vogliamo, che noi cerchiamo con ogni mezzo, anche nei paradisi artificiali della droga. Ma un giorno io ho capito che è soltanto Dio il bene assoluto e se uno capisce una cosa come questa non può scegliere niente di diverso…". Scegliere tutto allora, per rispondere alla sua domanda, significa avere il coraggio di pensare con la propria testa, di sfrondare la propria vita dai rami secchi, eliminando tutto ciò che è superfluo, perché le giovani piante alla fine guadagnano dalle potature.

D - E il suo incontro con Teresina? Come è avvenuto e come l'ha cambiata?

R - Trascorrere tre anni della propria vita a leggere i testi di Teresa, a meditarli, a lasciarsi interrogare dal suo mistero, non è certo cosa da poco, inevitabilmente deve lasciare il segno. Incontrare Teresina per me, prima ancora che professionale, è stata un'esperienza umana e intellettuale importante, da cui sono uscita molto arricchita, come scrittrice e come donna, ed anche con uno sguardo più aperto e comprensivo verso la vita.

D - Posso chiederle che lettera avrebbe scritto lei alla "sua" Teresa?

R - Una lettera molto semplice, la mia, composta da una parola soltanto: "grazie".

 

Copyright © Simona Lo Iacono

All righs reserved

 

L’intervista di Simona Lo Iacono a Maria Di Lorenzo è pubblicata dal periodico “La voce dell’isola” (21 Giugno 2008). Tutti i diritti sono riservati.

 


Una ragazza innamorata dell’Infinito

 


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“Teresa, ti guardo

con gli occhi

di chi ha visto

qualcosa di nuovo,

ma non sa

bene cos’è

e vuole conoscerlo…”

 


Una vita che sa

cantare in segreto


Ci sono vite che si chiudono in un  guscio di noce. Che a guardarle dentro fai fatica ad afferrarle. Masticandone il gheriglio puoi sentirne il gusto mieloso, che trapunge la lingua d’un aroma dolce.

 

Sono piccole vite. Non le coglieresti neanche se il vento non ti rimandasse il suono dei rami in cui si annidano, se l’alba non le illuminasse assecondandone l’ombra. Le dimenticheresti se la natura non se ne facesse carico. Hanno piccole storie. E tuttavia talvolta accade.

 

La noce si schiude. Lascia affiorare la polpa. Semina silenziosamente altri semi. Non si arresta, ma s’impianta ritta a sfida del tempo.

 

Frutti così non sono solo delle piante. A volte è la tramatura dell’esistenza a darceli, a farli rotolare tra noi maturi, già sazi. Già pronti a riprodursi.

 

Quando accade, quando piccole vite sostano tra le nostre, ecco, è perché hanno un tempo breve ma  molto coraggio.

 

E’ perché la benevolenza di quella piccolezza si inerpichi sulla nostra umanità restituendocela umile ma forte.

 

E’ così che Teresa Di Lisieux affiora dalle pagine di Maria Di Lorenzo. E’ così che viene dipinta ed evocata: una vita che potrebbe essere contenuta da un guscio di noce.

 

Nel suo “Teresina è uscita dal gruppo”, infatti, la santa viene raccontata attraverso  la sua piccola esistenza. Un’infanzia subito assediata dal dolore per la perdita della madre. Una crescita che si snoda tra malattie gravi e tepore casalingo, sulle ginocchia di un padre irrobustito da una potente vocazione e quattro sorelle che voleranno presto tra le grate della clausura. Giochi semplici e un grande sospiro: il cielo, amarlo in tutto, essere tutto, volere tutto.

 

Teresina capisce presto che la strada per le altitudini è quella che si nasconde. Quella che canta in segreto. Quella che nel minuscolo regno della farfalla o di uno stelo d’erba coglie la potenza e l’immensità del cuore di Dio.

 

Si decide risolutamente a uscire dal gruppo. Apparterrà a quel cuore. Lo sovrapporrà al suo. Sarà – essa stessa – il cuore di Dio.

Nello slancio che la anima c’è tutta l’irruenza della santità, tutto il non detto dei desideri più amati.

 

Non è uno slancio incomprensibile. E non è neanche lontano da noi, da noi che cerchiamo l’origine dei sogni in posti talvolta sbagliati, o che crediamo di trovarli per poi restarne delusi.

 

Maria Di Lorenzo ne è consapevole e alla  narrazione della vita della santa alterna lettere di uomini, donne, adolescenti.