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teresina è uscita dal gruppo

 

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Maria Di Lorenzo

Teresina è uscita

dal gruppo

Paoline, Milano 2008

pp. 192, € 11,00

 

copertina libro teresina

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INDICE


 

Premessa

 

INTRODUZIONE A UNA PRESENZA

 

Capitolo I

Essere stella o fuoco

La trappola del vuoto

 

Capitolo II

“Preferisco l’aceto allo zucchero”

Il mio posto nella complessità della vita

 

Capitolo III

Trasparente alla luce

Da un sogno all’inferno

 

IL MONDO NON BASTA

 

Capitolo IV

Nel cavo della roccia

Il senso dei giorni

 

Capitolo V

Fuori dal nido

Voglio essere come te

 

Capitolo VI

“Scelgo tutto”

Come una grande “autostrada”

 

ABITARE IL SILENZIO

 

Capitolo VII

Sete ardente

Piccola sorella maggiore

 

Capitolo VIII

Il paese dell’amore di Dio

In nome della nostra vecchia amicizia

 

Capitolo IX

Né bellezza né decoro

La vita senza Dio

 

SENTINELLA DELL’INVISIBILE

 

Capitolo X

Alfabeto mistico

Nella notte, una suora

 

Capitolo XI

Oltre la grata, il cielo

Notizie dalla nostra tribù

 

Capitolo XII

A un passo dal nulla

A cuore aperto

 

TERESA E IL POPOLO DELLE BEATITUDINI

 

Capitolo XIII

L’amore basta all’amore

“Non so cosa farmene di me…”

 

Capitolo XIV

Riva straniera

Con gli occhi fissi al premio

 

Capitolo XV

Amore mendicante

Conclusione

 

Novena a santa Teresa di Gesù Bambino

Bibliografia

 


 

 

 

Recensionidilibri.it

[voto 5 su 5]

postato da

Andrea Giorgio Pozzi

 

Un romanzo-inchiesta estremamente moderno.

A metà strada tra il romanzo e l'inchiesta, il nuovo libro di Maria Di Lorenzo "Teresina è uscita dal gruppo" è davvero originale nel suo genere.

Non è una biografia e non è neppure una storia romanzata, ma il risultato è narrativamente molto efficace.

Il testo è pervaso da un grande senso poetico.

La vita della 24enne Therese Martin si intreccia a quella di alcuni ragazzi e ragazze dei nostri giorni con uno stile, un linguaggio, una capacità narrativa degna di un grande scrittore contemporaneo, come Maria Di Lorenzo è, anche se fino ad oggi non sono in molti ad essersene accorti.

 

 

 



 

In Purissimo Azzurro

(Giugno 2008)

 

“La voce dell’isola”

(21 Giugno 2008)

 

Internetbookshop.it

(27 Giugno 2008)

 

“La Squilla”

(Luglio-Agosto 2008)

 

Recensionidilibri.it

(Agosto 2008)

 

“Voci dell’anima”

(N. 17 - Novembre 2008)

 

Prospettiva Persona

 (luglio-dicembre 2008)

 

Lib(e)ro Libro

(Gennaio 2009)

 

“Piccola Città”

(Gennaio 2009)

 

Artcurel

(Gennaio 2009)

 

Borgo Librario

(Gennaio 2009)

 

Carta e Penna

(Gennaio 2009)

 

Narrabilando

(Gennaio 2009)

 

Zam

(Gennaio 2009)

 

Poetilandia

(Gennaio 2009)

 

Giovani.org

(Gennaio 2009)

 

La nostra libreria

(Gennaio 2009)

 

Ginger Generation

(8 gennaio 2009)

 

Gazzetta di Sondrio

(10 gennaio 2009)

 

Abruzzo Cultura

(16 gennaio 2009)

 

Il Mascalzone

(17 gennaio 2009)

 

Viadellebelledonne

(19 gennaio 2009)

 

Opposto.net

(Febbraio 2009)

 

Totus Tuus

(21 febbraio 2009)

 

Milizia Mariana

(Marzo 2009)

 

L’Eco di S. Gabriele (aprile 2009)

 

Vita Nuova

(prossimamente)

 

Il Cenacolo

(prossimamente)

 

 

 

 

 

 


 

 

L’AUTRICE

Maria Di Lorenzo

 

MARIA DI LORENZO

 

Nata nel 1964, vive e lavora a Roma.

 

Giornalista culturale, scrittrice, autrice teatrale e cinematografica, dopo il Liceo Classico, ha frequentato i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia presso la Università degli Studi di Urbino, laureandosi col massimo dei voti in Letteratura Italiana, con una tesi di carattere psicoanalitico su Giacomo Leopardi.

 

Ha lavorato quindi come giornalista per il quotidiano Il Tempo, per la RAI e per varie testate italiane.

 

Esperta in problematiche religiose del nostro tempo ed attivamente impegnata da vari anni nel campo del giornalismo culturale, attualmente è direttore responsabile della rivista IN PURISSIMO AZZURRO.

 

Dal primo giugno 2009 cura il forum letterario Flannery dedicato alle donne che scrivono.

 

Come autrice di versi è stata tra i segnalati al Premio Letterario Internazionale “Eugenio Montale” nel ‘91 per la silloge Il tempo di un breve commiato, poi confluita nella prima raccolta poetica intitolata Voci dal muschio (Edizioni Tracce, Pescara 1992), a cui qualche anno dopo ha fatto seguito la  plaquette Quaderno Siciliano (Firenze PoesiArte, 1994).

 

Le sue poesie hanno ottenuto dagli addetti ai lavori numerosi consensi e riconoscimenti e sono pubblicate e recensite su riviste ed antologie italiane ed estere.

 

Autrice di racconti, nel 1992 ha vinto il Premio di narrativa intitolato a “Giacomo Debenedetti” per il miglior esordiente under 30, con il racconto A sud del cuore.

 

Dal 1992 a oggi ha pubblicato diversi volumi di narrativa, poesia e saggistica, e ha anche composto radiodrammi, testi teatrali, fiction cine-televisive, programmi radiofonici.

 

Ricordiamo:

 

Voci dal muschio (raccolta di poesie, Tracce, Pescara 1992),

 

Quaderno Siciliano (plaquette f.c, PoesiArte, Firenze 1994),

 

Donna e cinema nell’Europa duemila (Demian Edizioni, Teramo 1994),

 

Donne e cinema nell’Europa duemila fra immaginario e quotidianità (Editrice Andromeda, Colledara, 1998),

 

Rosario Livatino. Martire della giustizia (Paoline, Milano 2000, 2008),

 

Con la croce sul cuore – Edith Stein (Bologna, Edizioni dell’ Immacolata, 2000, 2006, 2009),

 

Pier Giorgio Frassati. L’amore non dice mai basta (Paoline, Milano 2002),

 

Madre Teresa. Lo splendore della carità (Paoline, Milano 2003),

 

Una scorciatoia per il cielo - 17 percorsi di vita e di fede con Maria di Nazareth (Gribaudi, Milano 2004),

 

La sera si fa sera (Edizioni Tracce, Pescara 2004, romanzo),

 

Teresina è uscita dal gruppo (Paoline, Milano 2008),

 

Nasconditi dentro il mio cuore (Edizioni dell’Immacolata, Bologna 2009).

 

Le sue opere sono state tradotte fino a oggi in inglese, portoghese, turco, ceco e polacco.

 

Attualmente Maria Di Lorenzo lavora a un nuovo romanzo, e ha diversi progetti sulla propria scrivania e nel fatidico “cassetto”, che sono in attesa di realizzazione. 

 

Il suo sito web è www.mariadilorenzo.net.

 

Il suo blog personale: Scrivere è un destino.

 

 

 

 

 

 

 


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I giornalisti interessati

ad avere foto digitali

ad alta risoluzione

sono pregati

di inviare una mail a:

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 Presso l’ufficio-stampa

di Maria di Lorenzo

sono anche disponibili

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e altri servizi giornalistici

che vi saranno inviati 

- a vostra richiesta –

in allegato doc o rtf.

 



 

 


 

“Teresa, ti guardo

con gli occhi di chi ha visto

qualcosa di nuovo,

ma non sa bene cos’è

e vuole conoscerlo…”

 


Una ragazza innamorata dell’infinito


 

Santa Teresina di Lisieux. Vi dice qualcosa questo nome? forse ancora non la conoscete, ma potrete incontrarla a tu per tu leggendo il libro "Teresina è uscita dal gruppo" - di Maria Di Lorenzo, edito Paoline - che racconta la vita di questa giovane santa, morta a soli 23 anni.

Questo libro si rivolge proprio e noi ragazzi e ragazze: noi giovani siamo presenti nel libro attraverso le lettere che, tra un capitolo e l'altro, parlano a Teresina dei nostri dubbi, delle nostre difficoltà, delle gioie e dei dolori, chidendo proprio a lei, che è santa, un aiuto speciale.

Sete di radicalità

Indipendentemente dal fatto di essere religiosi o no, le domande che Santa Teresina pone, all'interno di questo libro, chiamano in causa la nostra umanità: "E' Gesù che cercate quando sognate la felicità; è lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è lui la bellezza che tanto vi attrae; è lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso: è Cristo".

Queste non sono solo le parole di Giovanni Paolo II alla Giornata Mondiale della Gioventù, in occasione del Giubileo del 2000, ma anche parole che ben raccontano la vita di Teresina, giovane santa, morta a soli ventitrè anni, la cui esistenza è stata tutta rivolta all'essenziale: Gesù.

Perchè dovrebbe interessarci la storia di questa santa?

Soprattutto per il fatto che la sua vita può e vuole dire qualche cosa a noi, giovani degli anni 2000.

Nata in un paese francese nel 1873, Teresina perde la madre quando era ancora bambina. Pochi anni dopo, con una volontà ferrea, sceglie di entrare al Carmelo - cioè in un convento di clausura - dove vive fino ai 23 anni, quando la tubercolosi la fa morire.

Nel convento viene seppellita senza particolari cerimonie, nel silenzio, come tante altre suore. Ma la sua vita, apparentemente così differente dalla nostra, è destinata a cambiare molte altre vite che la incontrano, insegnando la via della santità.

La vita nel convento

Ai tempi di Teresina entrare in convento era cosa piuttosto comune, ma ciò che fa riflettere è il modo con cui la santa ha fatto questo: la semplicità della ragazza nel vivere nascosta tra le mura di un edificio religioso, lontano dal resto del mondo, eppure restando così vicino ad esso, sempre presente dentro nei pensieri e nelle preghiere.

Cosa ha permesso a Teresina e alle tante altre donne che hanno intrapreso la via delle clausura, di resistere ad una vita così essenziale e distante dalla nostra? Una parola: l'amore.

"Amare è dare tutto, è dare anche se stessi"

Teresina era un'innamorata del Signore e, quindi, anche dell'uomo: la sua grandezza è quella di essersi superata, giorno per giorno, lottando contro le fatiche, i dolori e perseguendo la meta finale - la gioia eterna che solo Dio può dare.

Noi, in cerca come Teresina

Sembra strano, eppure in fondo, anche la nostra vita quotidiana si nutre di ciò che ha vissuto teresina: fatica e gioia.

Quello che Teresina ci domanda, con la testimonianza della sua vita, è: "Vuoi tu, giovane del nuovo milennio, dare un senso a tutto questo e giungere alla felicità? Io ti posso indicare l'unica strada valida: quella in Dio."

Ma se volete entrare in dialogo con lei..è meglio che leggiate il libro e che vi facciate colpire dalla straordinarietà di questa giovane santa.

[Claudia Bertolini, Teresina è uscita dal gruppo: una giovane santa della semplicità, in "Ginger Generation”– 8 gennaio 2009]

 


Intrigante

come un romanzo

e vero

come la vita


 

Maria Di Lorenzo ci parla

di santa Teresa di Lisieux

Teresina è uscita

dal gruppo

per andare incontro

alla santità

 

di SIMONA LO IACONO

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Mi sono molto interrogata, prima di intervistare Maria Di Lorenzo. Il suo libro, infatti, non è solo la storia di un’esperienza di santità. Piuttosto è un coro di voci, una polifonia che si nutre di sfumature e intonazioni, perché all’inconfondibile narrazione della vita di Teresa di Lisieux unisce la storia di ciascuno di noi.

La prima cosa, quindi, che sono spinta a chiederle è proprio questa, questo incontro tra il mondo di oggi e l’esempio di santità che offre Teresina.

D - L'incontro con la figura di Teresa di Lisieux è, innanzitutto, l'incontro con un'esperienza umana e spirituale: quella della santità. A suo avviso, qual è il valore di questa esperienza nella società attuale?

R - Viviamo in un'epoca all'apparenza indifferente alla santità, ma sotto sotto, a pensarci bene,  non è così. La santità infatti affascina sempre, tanto oggi come ieri, ed interpella la nostra coscienza, spesso anzi ci sconcerta. Bisogna dire però che abbiamo sovente un'idea un po' "titanica" della santità, che ci piace ammirare ma da lontano, sembrandoci un'esperienza assolutamente impraticabile per noi "comuni mortali".

 

L'esperienza di Teresa di Lisieux però ci mostra che non è affatto così. Alcuni anni dopo la sua morte, una compagna di scuola fu chiamata a testimoniare al suo processo di canonizzazione, e lei, con molta sincerità, ebbe a confessare: "Se mi avessero detto che nella mia classe c’era una santa, io non avrei mai pensato a Teresa…". Quindi, Teresina non era affatto una ragazza "superdotata", non era santa fin dalla nascita, anzi nulla lasciava presagire che, un giorno, lo sarebbe diventata. Tuttavia lei si è affidata completamente a Dio - qui sta la differenza - e Dio l'ha plasmata con il suo amore.

D - Le pagine del suo libro "Teresina è uscita dal gruppo" scorrono tra squarci della vita di Teresa di Lisieux (tratti dalla sua "Storia di un'anima"), ricordi del Santo Padre Giovanni Paolo II e delle sue entusiastiche giornate della gioventù, e lettere di "uomini e donne di passaggio", col peso del proprio cammino sulle spalle. I rimandi sono efficacissimi perchè legano l'esperienza spirituale della santa sia all'apostolato della chiesa, sia alla vita concreta di tutti noi. La stessa Teresina aveva preannunciato alle consorelle che dopo la nascita al cielo avrebbe continuato a intervenire nella vita delle anime. E' questo il senso dei rimandi o ce n'è anche un altro?

R - I rimandi, come lei li definisce, sono in realtà l'ossatura stessa del mio libro, non un fatto aggiuntivo che deve sorreggere l'impalcatura narrativa. Sono invece la sostanza del libro e disegnano delle traiettorie ben precise dentro la vita degli uomini e delle donne del nostro tempo, per la maggior parte giovani fra i venti e i trent'anni, che si sono lasciati interrogare dal "mistero" di Teresina nella loro tenace ricerca di un senso da dare alla propria vita.

Il mio libro è nato da questi molteplici incontri, ed anche da un concorso letterario svoltosi nel 2006, "Cara Teresina ti scrivo...", a cui parteciparono moltissimi giovani di tutto il mondo con delle lettere indirizzate a S. Teresa di Lisieux. Lettere davvero molto belle, alcune persino spiazzanti nella loro brutale franchezza, ma tutte assolutamente sorprendenti per freschezza narrativa e genuinità di ideali. Le lessi e pensai di inserirne alcune nel mio libro, perchè aderivano perfettamente alla mia personale ricerca sviluppatasi piano piano in tre anni di letture, di appunti abbozzati a matita e trasferiti sui file di un computer, di lunghe e imprevedibili "circumnavigazioni" attorno al mistero di Teresa.

Perciò io dico che questo libro non l'ho scritto "per" i giovani, ma "con" i giovani, queste pagine infatti incrociano le loro vite, le loro speranze, le loro angosce, affidate in modo singolare ai messaggi da essi inviati a Thérèse Martin, per tutti semplicemente "Teresina".

D - La "piccola via" tracciata da Teresa, a suo avviso, in che modo può confrontarsi con le "tante e grandi cose" del mondo di oggi?

R - E' sicuramente qualcosa di spiazzante, se ci pensiamo bene. Dove tutto aspira a essere "grande", Teresina invita invece alla "piccolezza". Per quanto paradossale possa sembrare la sua proposta, essa affascina in modo davvero irresistibile l'umanità di oggi come quella di ieri, presentandosi pur nella sua straordinaria semplicità come una eccezionale maestra di vita. Altrimenti perchè mai tante persone, credenti e non, farebbero chilometri e chilometri per vedere una cassa di foggia antiquata dentro una teca di cristallo, che trasporta le sue spoglie mortali in giro per l'Italia?

Sono le spoglie di una suora di clausura di appena 24 anni vissuta più un secolo fa, che ancora oggi però ci interroga e ci disorienta. Teresina ci interpella con il fascino delle sue attualissime provocazioni e con il paradosso di una felicità là dove la felicità non si crederebbe assolutamente possibile: la cella di un convento di clausura.

D - La vocazione spirituale di Teresa è certo stata alimentata e sostenuta da una famiglia tutta incardinata nei valori più autentici della preghiera e della vita cristiana. Il libro è anche un invito alla riflessione del ruolo della famiglia nella formazione spirituale dei giovani?

R - Sicuramente la famiglia riveste un ruolo importante nella crescita dei ragazzi di oggi, come di ogni tempo del resto. Ma se i genitori sono distratti, esauriti da troppe incombenze quotidiane, incapaci di ascoltare veramente i loro figli e di relazionarsi con loro in modo sereno, come potranno aiutarli a crescere? Che cosa trasmetteranno loro se essi stessi, dentro, non ce l'hanno già in abbondanza?

Molte famiglie poi, anche se fortemente incardinate nei valori cristiani, non sanno affatto trasmettere la loro fede ai propri figli perchè presentano il cristianesimo come una serie di divieti e di obblighi, che non piacciono a nessuno e dove non fa mai capolino la gioia, quella gioia che invece i ragazzi desiderano fortemente per la loro vita e che essi poi finiranno per cercare altrove, spesso senza trovarla, nello "sballo" ad esempio, nell'ecstasy, o nelle corse in automobile a duecento all'ora sulle strade di notte per sfidare la morte, o forse la vita, che è poi la stessa cosa...

D - In che modo allora, secondo lei, Teresina che è "uscita dal gruppo" può aiutare i nostri ragazzi a uscire a loro volta dalla massificazione del linguaggio e del costume odierno per trovare la propria inconfondibile e inimitabile voce? Trovo che l'aspirazione all'assoluto di Teresina, che afferma senza indugio: "scelgo tutto", sia la stessa sottolineata da Giovanni Paolo II quando riponeva tante speranze nei giovani chiamandoli le sue "sentinelle del mattino". Non pensa che questa "voglia di tutto" , così fresca e incontaminata all'inizio della vita, possa forse essere la base dalla quale partire nell'educazione dei nostri figli, per poi essere indirizzata verso chi può soddisfare quella sete?

R - Le racconto un episodio: un giorno ho chiesto a una ragazza di 25 anni che stava entrando in un ordine monastico di stretta clausura: "Ma perchè lo fai?". Aveva tutto, un bel lavoro, un fidanzato meraviglioso, una famiglia perfetta, molte buone amicizie, insomma una ricca vita sociale. Perchè lasciare tutto questo per rinchiudersi tra le quattro mura di un convento di clausura?

"Perchè voglio tutto", mi rispose lei spiazzandomi con un sorriso. "Io voglio quello che vogliono tutti i miei coetanei in fondo - mi spiegò lei - , e cioè l'assoluto. E' questo infatti che noi vogliamo, che noi cerchiamo con ogni mezzo, anche nei paradisi artificiali della droga. Ma un giorno io ho capito che è soltanto Dio il bene assoluto e se uno capisce una cosa come questa non può scegliere niente di diverso…".

Scegliere tutto allora, per rispondere alla sua domanda, significa avere il coraggio di pensare con la propria testa, di sfrondare la propria vita dai rami secchi, eliminando tutto ciò che è superfluo, perché le giovani piante alla fine guadagnano dalle potature.

D - E il suo incontro con Teresina? Come è avvenuto e come l'ha cambiata?

R - Trascorrere tre anni della propria vita a leggere i testi di Teresa, a meditarli, a lasciarsi interrogare dal suo mistero, non è certo cosa da poco, inevitabilmente deve lasciare il segno. Incontrare Teresina per me, prima ancora che professionale, è stata un'esperienza umana e intellettuale importante, da cui sono uscita molto arricchita, come scrittrice e come donna, ed anche con uno sguardo più aperto e comprensivo verso la vita.

D - Posso chiederle che lettera avrebbe scritto lei alla "sua" Teresa?

R - Una lettera molto semplice, la mia, composta da una parola soltanto: "grazie".

 

Copyright © Simona Lo Iacono

All righs reserved

 

L’intervista di Simona Lo Iacono a Maria Di Lorenzo è pubblicata dal periodico “La voce dell’isola” (21 Giugno 2008). Tutti i diritti sono riservati.

 


La pienezza della felicità


 

In questo volumetto, di gradevolissima ed avvincente lettura, l’autrice ha cercato di indagare e rivelare il mistero di questa ragazza della provincia francese, vissuta più di cento anni fa, che nella sua breve vita è stata in grado di trovare la pienezza della felicità nella cella di un convento di clausura.

Le indicazioni più importanti che emergono da queste pagine per i giovani sono quelle di non aver timore ad essere se stessi, autentici e genuini, di non rinunciare a pensare con la propria testa, di non vergognarsi a credere in Dio, di avere il coraggio di fare delle scelte e portarle avanti con sicurezza e coerenza.

Soprattutto ai giovani di oggi, disorientati da falsi modelli, illusi da miti ingannevoli e assediati dal consumismo, Teresa può dare una risposta per il loro pressante, ma inespresso desiderio di felicità che non trova soddisfazione; lei infatti propone il suo credere fermamente in quella felicità che può venire solo da Dio.

Una risposta sempre valida, ieri come oggi, perchè sempre uguale è il cuore, soprattutto nel giovanile palpitare, con le sue problematiche e la sua irrinunciabile necessità di dare alla vita un senso soddisfacente.

ROSA ELISA GIANGOIA

[“La Squilla”, Luglio – Agosto 2008]

 


Confrontarsi

con una scelta coraggiosa


 

Ho appena finito di leggere il libro di Maria di Lorenzo “Teresina è uscita dal gruppo – La scelta coraggiosa di Teresa di Lisieux”, i miei occhi scorrono ancora su quella novena delle rose che conosco bene e che chiude in maniera sublime questo capolavoro e mi sento invadere dalla gioia. Un libro che termini proponendo una novena è da elogiare e poi… che novena!

 

Ci sono delle immagini e delle frasi che mi tornano alla mente e anche un particolare stato d’animo… quello stupore, quella incredulità, quel senso di sconvolgimento che mi assalì al termine della lettura di “Storia di un’anima” il manoscritto uscito direttamente dalla penna di Teresina.

 

“… Teresa pronuncia distintamente guardando il crocifisso: <Oh! L’amo…>. E un istante dopo: <Dio mio… io… ti amo!...>.

All’improvviso i suoi occhi riprendono vita e fissano un punto un poco al di sopra della statua della Vergine. Il suo viso riprende lo stesso aspetto che aveva quando era in piena salute; ella sembra in estasi. Questo atteggiamento dura lo spazio di un Credo. Poi Teresa chiude gli occhi e spira. Sono circa le 19 e 20.

Con la testa reclinata a destra e un misterioso sorriso sulle labbra, Teresa appare bellissima… […] Cominciava allora la prodigiosa vita postuma di questa sconosciuta carmelitana…”

 

All’epoca chiusi il libro colpita dalla figura di questa ragazza morta a 24 anni che aveva percorso la via verso la santità, lasciando una scia di puro fuoco dietro di sé. L’ammirazione e l’amore che provo per Teresa di Lisieux vengono ulteriormente alimentati dalla lettura del libro di Maria di Lorenzo che trovo stupendamente indicato per le ragazze e i ragazzi della mia età ( ho 31 anni), ma non solo… proprio come dice anche l’autrice. Nella figura di Teresina, nella sua “piccola via”, possono trovare risposte persone di tutte le età.

 

Tuttavia è ai giovani che vorrei dedicare questo articolo, perché proprio Maria di Lorenzo con le sue parole mi ha fatto pensare a un aspetto di Teresa su quale non avevo ancora riflettuto bene. Nella sua terribile “notte dello spirito” questa ragazza ha vissuto per anni quell’abbandono da parte di Dio, quei dubbi, quelle domande, quel “vuoto” disperante e dilagante che ingurgitano l’anima di tanti giovani del nostro tempo. Quel non “sentirsi amati” dai famigliari, dagli amici e men che meno da chi sta sopra di noi; quel dubitare che Dio ci sia davvero e soprattutto che ci ami, viste quelle brute cose che ci accadono ogni giorno, quel dolore, quelle ferite sanguinanti che ci portiamo dietro e che ci fanno vivere una vita frammentata; quel chiedersi “ma se ci sei veramente, perché non intervieni a cancellare tutta questa sofferenza del mondo, questa fame, questo odio? Perché non fulmini tutti i cattivi?”; quel riempire la nostra vita di tutto ciò che ci sembra assolutamente indispensabile, quel circondarsi di gente che ci asseconda, che chiamiamo “amici” solo perché ci dicono quello che vogliamo sentirci dire, quel buttare dentro di noi cose, cose e cose… senza mai riuscire a riempire quella sensazione di vuoto che tutti noi avvertiamo e sentiamo in maniera più o meno fastidiosa in fondo all’anima.

 

E poi, cosa ancora più sorprendente, Teresa ha vissuto con un devastante senso di inadeguatezza la sua giovinezza. Era così sensibile che si sentiva continuamente ferita dagli altri. Il suo sentire non è certo diverso da quello di molti giovani di oggi, che cercano disperatamente di “essere accettati”, ora dai genitori, ora dai famigliari, ora dagli amici, ora dalla società, ma si trovano sempre davanti a un muro che dice loro di “adeguarsi” e chiede loro in cambio qualcosa che non sono pronti a dare.

 

Poi Teresa incontra qualcuno… anzi Qualcuno, quel Gesù al quale si lega in maniera inscindibile. Il suo Tutto, quel tutto che lei ha scelto incurante dei sacrifici e del cammino sofferto al quale sarebbe andata incontro. Gesù è quel Qualcuno che ci ama per quello che siamo, che ci “accetta” profondamente e totalmente, perché è il solo che può leggere dentro di noi la verità di noi stessi. E con questo amore Gesù ci rende davvero liberi, liberi di essere quello per cui siamo stati creati… Noi siamo nati per amare, in primo luogo noi stessi, il che non significa chiudersi in un egoismo privato, ma amarci e accettare i nostri limiti, per poi poter amare e accettare anche gli altri. E quando ci guardiamo allo specchio e ci amiamo possiamo davvero dire: “Mi amo, perché tu mi ami Signore”.

 

Questa è la vera libertà, sapere che Qualcuno ci ama davvero e noi non abbiamo bisogno di dimostrare niente a nessuno, né di essere fighi, o trendy, o sexy, o alla moda per dover essere accettati. Abbiamo bisogno solo di seguire Gesù nella via da Lui tracciata per tutti noi, che è quella dell’amore. Chiunque si è incamminato per questa strada non se ne è mai pentito. Men che meno Teresa che l’ha percorsa con passi da gigante e, aggiungo io, di fuoco… Passi tali da lasciare il segno.

 

Il libro di Maria di Lorenzo offre davvero tanti spunti di riflessione sul come la santità sia un obiettivo per tutti e soprattutto un obiettivo tremendamente attuale e non “antico” come ci piacerebbe pensare o rivolto solo a determinate persone. È un obiettivo che ciascun giovane può decidere di raggiungere e la piccola via insegnata da Teresa è un modo per farlo, vivendo la propria vita nel segno e nel nome di Gesù Cristo.

 

Consiglio vivamente la lettura di questo libro a quanti non hanno paura di confrontarsi con la scelta coraggiosa di Teresa di Lisieux, ma anche a quelli che questa paura ce l’hanno, perché potrebbero scoprire che essa è del tutto immotivata.

 

ANNARITA PETRINO

 

 


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Scrivono Maurizio e Giulia

(27-06-2008)  Voto: 5 / 5

E' un libro bellissimo, a metà strada tra il romanzo e l'inchiesta, e questa è la sua novità, l'originalità del suo impianto, non è infatti una biografia ma non è neppure una storia inventata, si tratta di un racconto bellissimo condotto con grande abilità dalla scrittrice che veramente è uno dei maggiori talenti che abbiamo oggi in Italia, il suo testo sprigiona un senso fortemente poetico della vita che fa tanto bene al cuore. Dispiace soltanto arrivare alla parola fine, come è successo a noi, ma torneremo a leggerlo da capo, e ve lo consigliamo di cuore.

 


Una vita che sa

cantare in segreto


Ci sono vite che si chiudono in un  guscio di noce. Che a guardarle dentro fai fatica ad afferrarle. Masticandone il gheriglio puoi sentirne il gusto mieloso, che trapunge la lingua d’un aroma dolce.

 

Sono piccole vite. Non le coglieresti neanche se il vento non ti rimandasse il suono dei rami in cui si annidano, se l’alba non le illuminasse assecondandone l’ombra. Le dimenticheresti se la natura non se ne facesse carico. Hanno piccole storie. E tuttavia talvolta accade.

 

La noce si schiude. Lascia affiorare la polpa. Semina silenziosamente altri semi. Non si arresta, ma s’impianta ritta a sfida del tempo.

 

Frutti così non sono solo delle piante. A volte è la tramatura dell’esistenza a darceli, a farli rotolare tra noi maturi, già sazi. Già pronti a riprodursi.

 

Quando accade, quando piccole vite sostano tra le nostre, ecco, è perché hanno un tempo breve ma  molto coraggio.

 

E’ perché la benevolenza di quella piccolezza si inerpichi sulla nostra umanità restituendocela umile ma forte.

 

E’ così che Teresa Di Lisieux affiora dalle pagine di Maria Di Lorenzo. E’ così che viene dipinta ed evocata: una vita che potrebbe essere contenuta da un guscio di noce.

 

Nel suo “Teresina è uscita dal gruppo”, infatti, la santa viene raccontata attraverso  la sua piccola esistenza. Un’infanzia subito assediata dal dolore per la perdita della madre. Una crescita che si snoda tra malattie gravi e tepore casalingo, sulle ginocchia di un padre irrobustito da una potente vocazione e quattro sorelle che voleranno presto tra le grate della clausura. Giochi semplici e un grande sospiro: il cielo, amarlo in tutto, essere tutto, volere tutto.

 

Teresina capisce presto che la strada per le altitudini è quella che si nasconde. Quella che canta in segreto. Quella che nel minuscolo regno della farfalla o di uno stelo d’erba coglie la potenza e l’immensità del cuore di Dio.

 

Si decide risolutamente a uscire dal gruppo. Apparterrà a quel cuore. Lo sovrapporrà al suo. Sarà – essa stessa – il cuore di Dio.

Nello slancio che la anima c’è tutta l’irruenza della santità, tutto il non detto dei desideri più amati.

 

Non è uno slancio incomprensibile. E non è neanche lontano da noi, da noi che cerchiamo l’origine dei sogni in posti talvolta sbagliati, o che crediamo di trovarli per poi restarne delusi.

 

Maria Di Lorenzo ne è consapevole e alla  narrazione della vita della santa alterna lettere di uomini, donne, adolescenti.

 

Tutti in ricerca di una felicità vagheggiata e mai afferrata, di una pienezza il cui ricordo si perde nell’incavo dell’anima, di una domanda, di una risposta. Di un “senso”.

 

Teresina non ha avuto bisogno di una vita molto lunga per trovarlo. Né di oggetti o abiti, di un lavoro o di una famiglia. Non ha avuto niente di ciò che noi chiamiamo felicità e che – come la felicità – ci manca.

 

Eppure è svolata tra le altitudini che contemplava senza paura. Ha affondato il viso nella galassia che la sovrastava senza neanche alzare lo sguardo.

 

Ha guardato in basso, Teresina, quando è uscita dal gruppo.

 

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La recensione di Simona Lo Iacono è pubblicata dal periodico “La voce dell’isola” (21 Giugno 2008).

 


Un racconto

di vetro soffiato


Arriva in questi giorni in libreria l'ultima fatica letteraria della scrittrice Maria Di Lorenzo: “Teresina e' uscita dal gruppo” (Paoline Milano 2008) e' un romanzo-inchiesta davvero originale che si addentra in ciò che la stessa autrice definisce "il mistero di Teresa di Lisieux", accompagnando la propria voce a quella di un gruppo di ragazzi e ragazze del nostro tempo in cerca di un senso vero da dare alla propria vita, e che come lei si sono lasciati interrogare dal mistero di Teresina, dal segreto della sua vita veloce come una meteora e straripante di felicità che l'ha portata dapprima alla vette della santità, e poi ad essere anche proclamata Dottore della Chiesa da papa Giovanni Paolo II una indimenticabile mattina di ottobre del 1997.

Ma chi sono i giovani del duemila e che cosa pensano?

E’ un mondo un po’ misterioso, il loro, un mondo a parte, per certi versi inaccessibile. Li si immagina a volte come "alieni" di un altro pianeta, e per molti adulti essi lo sono realmente: un'altra razza, da osservare al microscopio delle proprie supponenti certezze con lo sguardo fisso dell’entomologo.

Anche Teresina, la giovanissima santa di Lisieux, ha attraversato il secolo appena trascorso sotto la potente lente del microscopio. La sua vita infatti è stata analizzata da dotti teologi e fini letterati, da artisti e filosofi, compositori e registi, celebrata all’infinito in pellicole, dischi, libri, video, pièces teatrali, fino ai più recenti siti internet, che si sono gettati a capofitto nella sua vita e nei suoi pensieri affidati a quel singolare diario, la Storia di un’anima, che conobbe un’enorme diffusione nel XX secolo segnando profondamente la vita e la spiritualità di milioni di credenti in ogni parte del mondo.

Di fronte a un tale “oceano” di carta stampata, di immagini, di parole sonore e virtuali, Maria Di Lorenzo ha scelto di percorrere un’altra strada.

"Non mi interessava scrivere una nuova biografia  - spiega la scrittrice – nè tantomeno un trattato teologico, perchè non sono una teologa di professione ma semplicemente una narratrice. Quello che volevo fare infine era addentrarmi nel mistero di Teresa. Volevo riuscire a spiegare, prima di tutto a me stessa, il mistero ineffabile di questa ragazza di provincia vissuta più di cento anni fa che ancora oggi ci interpella con il suo fascino e con le sue acerbe e attualissime provocazioni, il paradosso di una felicità laddove la felicità non si crede possibile: nella cella di un convento di clausura".

Una storia di straordinaria intensità emotiva, la sua, narrata con notevole finezza da una scrittrice di rango come Maria Di Lorenzo che sa come regalare emozioni forti ai suoi lettori e che attraverso una lingua fluida e perfettamente aderente alle cose è capace di aprire varchi di comprensione e di grande felicità narrativa in cui la riflessione e l'analisi si sviluppano in una forte e ineludibile tensione morale.

"Ho scritto questo libro non “per” i giovani ma “con” i giovani", dice l'autrice. E infatti "Teresina e’ uscita dal gruppo" si propone di tracciare il percorso spirituale di santa Teresa di Lisieux in un’ottica particolarmente attenta al mondo giovanile: cinque macro-capitoli affrontano le tappe spirituali del suo cammino esistenziale, intervallati dalle lettere indirizzate a S. Teresa dai giovani partecipanti al Concorso Internazionale «Cara Teresina ti scrivo…».

Il testo di Maria Di Lorenzo si presenta così come il racconto di una ricerca.

La ricerca di un senso da dare alla propria vita - doloroso a volte ma sempre necessario - che sulle pagine del libro incontra il silenzio eloquente di una creatura interamente attraversata da Dio, la piccola Teresa di Francia, che con ogni fibra del suo essere ha detto al mondo, e per sempre, tutto l'assoluto che aveva nel cuore ed il segreto, spesso misconosciuto, della felicità: tutta la nostra vita è un'esperienza di gioia.

Con "Teresina è uscita dal gruppo" Maria Di Lorenzo regala al lettore un'indagine letteraria che fa vibrare tutte le corde dell’anima e che cattura fin dal primo istante grazie a una scrittura tanto limpida quanto avvolgente, ricca di vibrazioni interiori e lieve come il respiro di un vetro soffiato, all'interno di un tessuto narrativo articolato e sapiente che le consente di condurre il proprio racconto in modo estremamente moderno e avvincente e che la conferma come una delle scrittrici più interessanti e sicuramente più dotate del panorama letterario italiano.

[Davide Bersani, Un racconto di vetro soffiato per svelare il “mistero” di Teresa di Lisieux, "In Purissimo Azzurro" – Giugno 2008]

 


La “scommessa”

di Teresa Martin


INTERVISTA A

 MARIA DI LORENZO

 

1. Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Dopo il volume realizzato per le Paoline su Pier Giorgio Frassati, cominciai a ricevere molte lettere, contenenti tutte la medesima richiesta: quando avrei scritto un libro interamente dedicato alla santa di Lisieux?

C'erano effettivamente molti punti in comune tra i giovanissimi Teresina e Pier Giorgio, da me anche evidenziati - sia pur frettolosamente - nel libro Pier Giorgio Frassati. L’amore non dice mai basta, ma i miei lettori mi domandavano un libro intero dedicato a Teresina.

E così ho accettato la "sfida": non mi interessava scrivere una nuova biografia nè tantomeno un trattato teologico, perchè non sono una teologa di professione ma semplicemente una narratrice.

Quello che volevo fare era addentrarmi nel mistero di Teresa.

Volevo riuscire a spiegare, prima di tutto a me stessa, il mistero ineffabile di questa ragazza di provincia vissuta più di cento anni fa che ancora oggi ci interpella con il suo fascino e con le sue acerbe e attualissime provocazioni, il paradosso di una felicità là dove la felicità non si crede possibile: nella cella di un convento di clausura.

 

2. Teresa di Lisieux è vissuta nel 1800. La sua proposta di vita può essere ancora significativa per noi oggi che viviamo un tempo cosi diverso?

 

Il tempo sarà sicuramente diverso, ma non il cuore, non lo spirito degli uomini e delle donne di questo terzo millennio. Il cuore è rimasto lo stesso che cantava già Dante e prima ancora Omero, con le sue problematiche, con la sua irrinunciabile necessità di dare un senso alla vita.

 

E Teresina si presenta come una straordinaria maestra di vita, nella sua apparente semplicità. La sua proposta allora affascina oggi come ieri.

 

Altrimenti perchè tante persone, credenti e non, farebbero chilometri e chilometri per vedere quella cassa di foggia antiquata, dentro una teca di cristallo, che contiene le sue spoglie mortali?

 

Sono le spoglie di una suora di clausura di appena 24 anni vissuta ben un secolo fa, che però ancora ci interroga e ci disorienta.

 

Teresa di Lisieux esercita un'attrattiva speciale sui giovani di ogni tempo e di ogni età. Perchè gli amici di Teresina hanno sempre vent'anni nel cuore.

   

3. Qual è stato il segreto che  ha permesso a Teresa di raggiungere la santità?

 

  Teresa si sente piccola piccola, incapace di compiere cose grandi, ma capisce che ugualmente può aspirare alla santità: l’ascensore che le permetterà di salire tanto in alto saranno “le braccia di Gesù”.

 

  Basta aver fiducia in Lui, lei pensa, abbandonarsi completamente al suo amore, restare piccola, anzi diventarlo sempre di più.

 

  E’ questo il suo segreto ed è anche la strada maestra della “piccola via”, che trasformerà la sua vita permettendole di raggiungere il traguardo della santità in soli ventiquattro anni.

 

  Se ci pensiamo bene, a tanti di noi per arrivarci non basta una vita intera.

 

  Ma lei ci ha creduto, ha creduto fortemente a quella felicità che le veniva solo da Dio, come un seme di gioia nel cuore, e si è fatta santa.

 

4. La santità cambia le manifestazioni umane, gli eventuali squilibri?

 

Molti anni dopo la morte di Teresina, una sua compagna di scuola, divenuta nel frattempo suora benedettina, fu chiamata a testimoniare al processo canonico e lei con molta sincerità ebbe a confessare: "Se mi avessero detto che dentro la mia classe c’era una santa, io non avrei mai pensato a Teresa…".

 

Teresina allora non era di certo una ragazza "superdotata", e sbagliano quelli che l’hanno dipinta fino ad oggi come una figura eroica, sovrumana, quasi "predestinata" alla santità.

 

Si può anzi affermare che lei è partita piuttosto svantaggiata sulla strada della vita: un lutto precoce, molte fobie, chiusure infantili, ipersensibilità e insuccessi relazionali che strada facendo l’hanno pesantemente segnata, né più né meno di quanto succede a buona parte dei ragazzi di oggi, assediati dal consumismo e con un desiderio inespresso di felicità che non riesce a realizzarsi.

 

Teresa non era santa fin dalla nascita, anzi nulla lasciava presagire che, un giorno, lo sarebbe diventata. Ma lei si è affidata a Dio, e Dio l'ha plasmata con il suo amore.

 

5. Cosa significa l’espressione “io scelgo tutto” per i giovani di oggi?

Significa non seguire il branco, pensare con la propria testa, non vergognarsi di credere in Dio.  Significa avere il coraggio delle scelte.

Scegliere significa decidere, e decidere - lo dice la parola stessa - vuol dire "tagliare". Sfrondare la propria vita dai rami secchi, eliminare il superfluo, perché i giovani alberi alla fine guadagnano dalle potature.

Una volta ho chiesto a una ragazza di 25 anni che stava entrando in un ordine monastico di stretta clausura: "Perchè lo fai?".

Lei mi ha risposto: "Perchè voglio tutto. Voglio l'assoluto. Ma è  Dio soltanto il bene assoluto e quando uno capisce una cosa come questa, non può scegliere nulla di diverso…". 

 

6. Come queste pagine “incrociano” la vita dei giovani di oggi?

Nel 2006 la webzine Aquero Press, oggi confluita nel portale Il Fuoco Necessario, indisse il concorso internazionale "Cara Teresina, ti scrivo...", a cui parteciparono molti giovani di tutto il mondo con lettere indirizzate a S. Teresa di Lisieux, lettere davvero molto belle, alcune persino spiazzanti nella loro brutale franchezza, ma tutte assolutamente sorprendenti per freschezza narrativa e genuinità di ideali.

Le lessi e pensai di inserirne alcune nel mio libro, perchè aderivano alla mia personale ricerca sviluppatasi via via in tre anni di letture, di appunti abbozzati a matita e trasferiti sui file di un computer, di lunghe e imprevedibili circumnavigazioni attorno al mistero di Teresa.

Perciò dico che questo libro io non l'ho scritto "per" i giovani, ma "con" i giovani.

Queste pagine infatti incrociano le loro vite, le loro speranze, le loro angosce, affidate ai messaggi inviati a Teresa Martin, per tutti Teresina.

Ringrazio perciò la rivista Aquero Press per avermi permesso di pubblicarli come ringrazio di cuore anche i giovani che li hanno scritti e inviati, per la loro sincerità e la profonda bellezza dei loro testi.

 

© Paoline sito internet

  


grazie a …


Katia

Fabrizio

Angela

Marta

Pina

Fabio

Elisa

Simone

Marta 2

Giuseppe

Samuele

Marco

Lucilla

Cristina

 


 

 

 

 


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