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teresina è uscita dal gruppo

 

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Maria Di Lorenzo

Teresina è uscita

dal gruppo

Paoline, Milano 2008

pp. 192, € 11,00

 

copertina libro teresina

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INDICE


 

Premessa

 

INTRODUZIONE A UNA PRESENZA

 

Capitolo I

Essere stella o fuoco

La trappola del vuoto

 

Capitolo II

“Preferisco l’aceto allo zucchero”

Il mio posto nella complessità della vita

 

Capitolo III

Trasparente alla luce

Da un sogno all’inferno

 

IL MONDO NON BASTA

 

Capitolo IV

Nel cavo della roccia

Il senso dei giorni

 

Capitolo V

Fuori dal nido

Voglio essere come te

 

Capitolo VI

“Scelgo tutto”

Come una grande “autostrada”

 

ABITARE IL SILENZIO

 

Capitolo VII

Sete ardente

Piccola sorella maggiore

 

Capitolo VIII

Il paese dell’amore di Dio

In nome della nostra vecchia amicizia

 

Capitolo IX

Né bellezza né decoro

La vita senza Dio

 

SENTINELLA DELL’INVISIBILE

 

Capitolo X

Alfabeto mistico

Nella notte, una suora

 

Capitolo XI

Oltre la grata, il cielo

Notizie dalla nostra tribù

 

Capitolo XII

A un passo dal nulla

A cuore aperto

 

TERESA E IL POPOLO DELLE BEATITUDINI

 

Capitolo XIII

L’amore basta all’amore

“Non so cosa farmene di me…”

 

Capitolo XIV

Riva straniera

Con gli occhi fissi al premio

 

Capitolo XV

Amore mendicante

Conclusione

 

Novena a santa Teresa di Gesù Bambino

Bibliografia

 


 

 

 

Recensionidilibri.it

[voto 5 su 5]

postato da

Andrea Giorgio Pozzi

 

Un romanzo-inchiesta estremamente moderno.

A metà strada tra il romanzo e l'inchiesta, il nuovo libro di Maria Di Lorenzo "Teresina è uscita dal gruppo" è davvero originale nel suo genere.

Non è una biografia e non è neppure una storia romanzata, ma il risultato è narrativamente molto efficace.

Il testo è pervaso da un grande senso poetico.

La vita della 24enne Therese Martin si intreccia a quella di alcuni ragazzi e ragazze dei nostri giorni con uno stile, un linguaggio, una capacità narrativa degna di un grande scrittore contemporaneo, come Maria Di Lorenzo è, anche se fino ad oggi non sono in molti ad essersene accorti.

 

 

 



 

In Purissimo Azzurro

(Giugno 2008)

 

“La voce dell’isola”

(21 Giugno 2008)

 

Internetbookshop.it

(27 Giugno 2008)

 

“La Squilla”

(Luglio-Agosto 2008)

 

Recensionidilibri.it

(Agosto 2008)

 

“Voci dell’anima”

(N. 17 - Novembre 2008)

 

Prospettiva Persona

 (luglio-dicembre 2008)

 

Lib(e)ro Libro

(Gennaio 2009)

 

“Piccola Città”

(Gennaio 2009)

 

Artcurel

(Gennaio 2009)

 

Borgo Librario

(Gennaio 2009)

 

Carta e Penna

(Gennaio 2009)

 

Narrabilando

(Gennaio 2009)

 

Zam

(Gennaio 2009)

 

Poetilandia

(Gennaio 2009)

 

Giovani.org

(Gennaio 2009)

 

La nostra libreria

(Gennaio 2009)

 

Piccola Città

(Gennaio 2009)

 

Ginger Generation

(8 gennaio 2009)

 

Gazzetta di Sondrio

(10 gennaio 2009)

 

Abruzzo Cultura

(16 gennaio 2009)

 

Il Mascalzone

(17 gennaio 2009)

 

Viadellebelledonne

(19 gennaio 2009)

 

Opposto.net

(Febbraio 2009)

 

Totus Tuus

(21 febbraio 2009)

 

Milizia Mariana

(Marzo 2009)

 

Vita Nuova

(prossimamente)

 

Il Cenacolo

(prossimamente)

 

 

 

 

 

 


 

 

L’AUTRICE

Maria Di Lorenzo

 

MARIA DI LORENZO

 

Nata nel 1964, vive e lavora a Roma.

 

Dopo il Liceo Classico, ha frequentato i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia presso la Università degli Studi di Urbino, laureandosi col massimo dei voti in Letteratura Italiana, con una tesi di carattere psicoanalitico su Giacomo Leopardi.

 

Ha lavorato quindi come giornalista per il quotidiano Il Tempo, per la RAI e per varie testate italiane.

 

Esperta in problematiche religiose del nostro tempo ed attivamente impegnata da vari anni nel campo del giornalismo culturale, attualmente è direttore responsabile della rivista IN PURISSIMO AZZURRO.

 

Come autrice di versi è stata tra i segnalati al Premio Letterario Internazionale “Eugenio Montale” nel ‘91 per la silloge Il tempo di un breve commiato, poi confluita nella prima raccolta poetica intitolata Voci dal muschio (Edizioni Tracce, Pescara 1992), a cui qualche anno dopo ha fatto seguito la  plaquette Quaderno Siciliano (Firenze PoesiArte, 1994).

 

Le sue poesie hanno ottenuto dagli addetti ai lavori numerosi consensi e riconoscimenti e sono pubblicate e recensite su riviste ed antologie italiane ed estere.

 

Autrice di racconti, nel 1992 ha vinto il Premio di narrativa intitolato a “Giacomo Debenedetti” per il miglior esordiente under 30, con il racconto A sud del cuore.

 

Dal 1992 a oggi ha pubblicato diversi volumi di narrativa, poesia e saggistica, e ha anche composto radiodrammi, testi teatrali, fiction cine-televisive, programmi radiofonici.

 

Ricordiamo:

 

Voci dal muschio (raccolta di poesie, Tracce, Pescara 1992);

 

Quaderno Siciliano (plaquette f.c, PoesiArte, Firenze 1994);

 

Donna e cinema nell’Europa duemila (Demian Edizioni, Teramo 1994),

 

Donne e cinema nell’Europa duemila fra immaginario e quotidianità (Editrice Andromeda, Colledara, 1998); 

 

Rosario Livatino. Martire della giustizia (Paoline, Milano 2000, 2008),

 

Con la croce sul cuore – Edith Stein (Bologna, Edizioni dell’ Immacolata, 2000, 2006),

 

Pier Giorgio Frassati. L’amore non dice mai basta (Paoline, Milano 2002),

 

Madre Teresa. Lo splendore della carità (Paoline, Milano 2003),

 

Una scorciatoia per il cielo - 17 percorsi di vita e di fede con Maria di Nazareth (Gribaudi, Milano 2004),

 

La sera si fa sera (Edizioni Tracce, Pescara 2004, romanzo),

 

Teresina è uscita dal gruppo

(Paoline, Milano 2008).

 

Le sue opere sono state tradotte fino a oggi in inglese, portoghese, ceco e polacco.

 

Attualmente Maria Di Lorenzo lavora a un nuovo romanzo, e ha diversi progetti sulla propria scrivania e nel fatidico “cassetto”, che sono in attesa di realizzazione.

 

E’ in questi giorni in libreria la sua ultima fatica letteraria: Nasconditi dentro il mio cuore.

 

 

 

 

 


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I giornalisti interessati

ad avere foto digitali

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sono pregati

di inviare una mail a:

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 Presso l’ufficio-stampa

di Maria di Lorenzo

sono anche disponibili

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e altri servizi giornalistici

che vi saranno inviati 

- a vostra richiesta –

in allegato doc o rtf.

 



 

 


 

“Teresa, ti guardo

con gli occhi di chi ha visto

qualcosa di nuovo,

ma non sa bene cos’è

e vuole conoscerlo…”

 


Una ragazza innamorata dell’infinito


 

Santa Teresina di Lisieux. Vi dice qualcosa questo nome? forse ancora non la conoscete, ma potrete incontrarla a tu per tu leggendo il libro "Teresina è uscita dal gruppo" - di Maria Di Lorenzo, edito Paoline - che racconta la vita di questa giovane santa, morta a soli 23 anni.

Questo libro si rivolge proprio e noi ragazzi e ragazze: noi giovani siamo presenti nel libro attraverso le lettere che, tra un capitolo e l'altro, parlano a Teresina dei nostri dubbi, delle nostre difficoltà, delle gioie e dei dolori, chidendo proprio a lei, che è santa, un aiuto speciale.

Sete di radicalità

Indipendentemente dal fatto di essere religiosi o no, le domande che Santa Teresina pone, all'interno di questo libro, chiamano in causa la nostra umanità: "E' Gesù che cercate quando sognate la felicità; è lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è lui la bellezza che tanto vi attrae; è lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso: è Cristo".

Queste non sono solo le parole di Giovanni Paolo II alla Giornata Mondiale della Gioventù, in occasione del Giubileo del 2000, ma anche parole che ben raccontano la vita di Teresina, giovane santa, morta a soli ventitrè anni, la cui esistenza è stata tutta rivolta all'essenziale: Gesù.

Perchè dovrebbe interessarci la storia di questa santa?

Soprattutto per il fatto che la sua vita può e vuole dire qualche cosa a noi, giovani degli anni 2000.

Nata in un paese francese nel 1873, Teresina perde la madre quando era ancora bambina. Pochi anni dopo, con una volontà ferrea, sceglie di entrare al Carmelo - cioè in un convento di clausura - dove vive fino ai 23 anni, quando la tubercolosi la fa morire.

Nel convento viene seppellita senza particolari cerimonie, nel silenzio, come tante altre suore. Ma la sua vita, apparentemente così differente dalla nostra, è destinata a cambiare molte altre vite che la incontrano, insegnando la via della santità.

La vita nel convento

Ai tempi di Teresina entrare in convento era cosa piuttosto comune, ma ciò che fa riflettere è il modo con cui la santa ha fatto questo: la semplicità della ragazza nel vivere nascosta tra le mura di un edificio religioso, lontano dal resto del mondo, eppure restando così vicino ad esso, sempre presente dentro nei pensieri e nelle preghiere.

Cosa ha permesso a Teresina e alle tante altre donne che hanno intrapreso la via delle clausura, di resistere ad una vita così essenziale e distante dalla nostra? Una parola: l'amore.

"Amare è dare tutto, è dare anche se stessi"

Teresina era un'innamorata del Signore e, quindi, anche dell'uomo: la sua grandezza è quella di essersi superata, giorno per giorno, lottando contro le fatiche, i dolori e perseguendo la meta finale - la gioia eterna che solo Dio può dare.

Noi, in cerca come Teresina

Sembra strano, eppure in fondo, anche la nostra vita quotidiana si nutre di ciò che ha vissuto teresina: fatica e gioia.

Quello che Teresina ci domanda, con la testimonianza della sua vita, è: "Vuoi tu, giovane del nuovo milennio, dare un senso a tutto questo e giungere alla felicità? Io ti posso indicare l'unica strada valida: quella in Dio."

Ma se volete entrare in dialogo con lei..è meglio che leggiate il libro e che vi facciate colpire dalla straordinarietà di questa giovane santa.

[Claudia Bertolini, Teresina è uscita dal gruppo: una giovane santa della semplicità, in "Ginger Generation”– 8 gennaio 2009]

 


Intrigante

come un romanzo

e vero

come la vita


 

Maria Di Lorenzo ci parla

di santa Teresa di Lisieux

Teresina è uscita

dal gruppo

per andare incontro

alla santità

 

di SIMONA LO IACONO

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Mi sono molto interrogata, prima di intervistare Maria Di Lorenzo. Il suo libro, infatti, non è solo la storia di un’esperienza di santità. Piuttosto è un coro di voci, una polifonia che si nutre di sfumature e intonazioni, perché all’inconfondibile narrazione della vita di Teresa di Lisieux unisce la storia di ciascuno di noi.

La prima cosa, quindi, che sono spinta a chiederle è proprio questa, questo incontro tra il mondo di oggi e l’esempio di santità che offre Teresina.

D - L'incontro con la figura di Teresa di Lisieux è, innanzitutto, l'incontro con un'esperienza umana e spirituale: quella della santità. A suo avviso, qual è il valore di questa esperienza nella società attuale?

R - Viviamo in un'epoca all'apparenza indifferente alla santità, ma sotto sotto, a pensarci bene,  non è così. La santità infatti affascina sempre, tanto oggi come ieri, ed interpella la nostra coscienza, spesso anzi ci sconcerta. Bisogna dire però che abbiamo sovente un'idea un po' "titanica" della santità, che ci piace ammirare ma da lontano, sembrandoci un'esperienza assolutamente impraticabile per noi "comuni mortali".

 

L'esperienza di Teresa di Lisieux però ci mostra che non è affatto così. Alcuni anni dopo la sua morte, una compagna di scuola fu chiamata a testimoniare al suo processo di canonizzazione, e lei, con molta sincerità, ebbe a confessare: "Se mi avessero detto che nella mia classe c’era una santa, io non avrei mai pensato a Teresa…". Quindi, Teresina non era affatto una ragazza "superdotata", non era santa fin dalla nascita, anzi nulla lasciava presagire che, un giorno, lo sarebbe diventata. Tuttavia lei si è affidata completamente a Dio - qui sta la differenza - e Dio l'ha plasmata con il suo amore.

D - Le pagine del suo libro "Teresina è uscita dal gruppo" scorrono tra squarci della vita di Teresa di Lisieux (tratti dalla sua "Storia di un'anima"), ricordi del Santo Padre Giovanni Paolo II e delle sue entusiastiche giornate della gioventù, e lettere di "uomini e donne di passaggio", col peso del proprio cammino sulle spalle. I rimandi sono efficacissimi perchè legano l'esperienza spirituale della santa sia all'apostolato della chiesa, sia alla vita concreta di tutti noi. La stessa Teresina aveva preannunciato alle consorelle che dopo la nascita al cielo avrebbe continuato a intervenire nella vita delle anime. E' questo il senso dei rimandi o ce n'è anche un altro?

R - I rimandi, come lei li definisce, sono in realtà l'ossatura stessa del mio libro, non un fatto aggiuntivo che deve sorreggere l'impalcatura narrativa. Sono invece la sostanza del libro e disegnano delle traiettorie ben precise dentro la vita degli uomini e delle donne del nostro tempo, per la maggior parte giovani fra i venti e i trent'anni, che si sono lasciati interrogare dal "mistero" di Teresina nella loro tenace ricerca di un senso da dare alla propria vita.

Il mio libro è nato da questi molteplici incontri, ed anche da un concorso letterario svoltosi nel 2006, "Cara Teresina ti scrivo...", a cui parteciparono moltissimi giovani di tutto il mondo con delle lettere indirizzate a S. Teresa di Lisieux. Lettere davvero molto belle, alcune persino spiazzanti nella loro brutale franchezza, ma tutte assolutamente sorprendenti per freschezza narrativa e genuinità di ideali. Le lessi e pensai di inserirne alcune nel mio libro, perchè aderivano perfettamente alla mia personale ricerca sviluppatasi piano piano in tre anni di letture, di appunti abbozzati a matita e trasferiti sui file di un computer, di lunghe e imprevedibili "circumnavigazioni" attorno al mistero di Teresa.

Perciò io dico che questo libro non l'ho scritto "per" i giovani, ma "con" i giovani, queste pagine infatti incrociano le loro vite, le loro speranze, le loro angosce, affidate in modo singolare ai messaggi da essi inviati a Thérèse Martin, per tutti semplicemente "Teresina".

D - La "piccola via" tracciata da Teresa, a suo avviso, in che modo può confrontarsi con le "tante e grandi cose" del mondo di oggi?

R - E' sicuramente qualcosa di spiazzante, se ci pensiamo bene. Dove tutto aspira a essere "grande", Teresina invita invece alla "piccolezza". Per quanto paradossale possa sembrare la sua proposta, essa affascina in modo davvero irresistibile l'umanità di oggi come quella di ieri, presentandosi pur nella sua straordinaria semplicità come una eccezionale maestra di vita. Altrimenti perchè mai tante persone, credenti e non, farebbero chilometri e chilometri per vedere una cassa di foggia antiquata dentro una teca di cristallo, che trasporta le sue spoglie mortali in giro per l'Italia?

Sono le spoglie di una suora di clausura di appena 24 anni vissuta più un secolo fa, che ancora oggi però ci interroga e ci disorienta. Teresina ci interpella con il fascino delle sue attualissime provocazioni e con il paradosso di una felicità là dove la felicità non si crederebbe assolutamente possibile: la cella di un convento di clausura.

D - La vocazione spirituale di Teresa è certo stata alimentata e sostenuta da una famiglia tutta incardinata nei valori più autentici della preghiera e della vita cristiana. Il libro è anche un invito alla riflessione del ruolo della famiglia nella formazione spirituale dei giovani?

R - Sicuramente la famiglia riveste un ruolo importante nella crescita dei ragazzi di oggi, come di ogni tempo del resto. Ma se i genitori sono distratti, esauriti da troppe incombenze quotidiane, incapaci di ascoltare veramente i loro figli e di relazionarsi con loro in modo sereno, come potranno aiutarli a crescere? Che cosa trasmetteranno loro se essi stessi, dentro, non ce l'hanno già in abbondanza?

Molte famiglie poi, anche se fortemente incardinate nei valori cristiani, non sanno affatto trasmettere la loro fede ai propri figli perchè presentano il cristianesimo come una serie di divieti e di obblighi, che non piacciono a nessuno e dove non fa mai capolino la gioia, quella gioia che invece i ragazzi desiderano fortemente per la loro vita e che essi poi finiranno per cercare altrove, spesso senza trovarla, nello "sballo" ad esempio, nell'ecstasy, o nelle corse in automobile a duecento all'ora sulle strade di notte per sfidare la morte, o forse la vita, che è poi la stessa cosa...

D - In che modo allora, secondo lei, Teresina che è "uscita dal gruppo" può aiutare i nostri ragazzi a uscire a loro volta dalla massificazione del linguaggio e del costume odierno per trovare la propria inconfondibile e inimitabile voce? Trovo che l'aspirazione all'assoluto di Teresina, che afferma senza indugio: "scelgo tutto", sia la stessa sottolineata da Giovanni Paolo II quando riponeva tante speranze nei giovani chiamandoli le sue "sentinelle del mattino". Non pensa che questa "voglia di tutto" , così fresca e incontaminata all'inizio della vita, possa forse essere la base dalla quale partire nell'educazione dei nostri figli, per poi essere indirizzata verso chi può soddisfare quella sete?

R - Le racconto un episodio: un giorno ho chiesto a una ragazza di 25 anni che stava entrando in un ordine monastico di stretta clausura: "Ma perchè lo fai?". Aveva tutto, un bel lavoro, un fidanzato meraviglioso, una famiglia perfetta, molte buone amicizie, insomma una ricca vita sociale. Perchè lasciare tutto questo per rinchiudersi tra le quattro mura di un convento di clausura?

"Perchè voglio tutto", mi rispose lei spiazzandomi con un sorriso. "Io voglio quello che vogliono tutti i miei coetanei in fondo - mi spiegò lei - , e cioè l'assoluto. E' questo infatti che noi vogliamo, che noi cerchiamo con ogni mezzo, anche nei paradisi artificiali della droga. Ma un giorno io ho capito che è soltanto Dio il bene assoluto e se uno capisce una cosa come questa non può scegliere niente di diverso…".

Scegliere tutto allora, per rispondere alla sua domanda, significa avere il coraggio di pensare con la propria testa, di sfrondare la propria vita dai rami secchi, eliminando tutto ciò che è superfluo, perché le giovani piante alla fine guadagnano dalle potature.

D - E il suo incontro con Teresina? Come è avvenuto e come l'ha cambiata?

R - Trascorrere tre anni della propria vita a leggere i testi di Teresa, a meditarli, a lasciarsi interrogare dal suo mistero, non è certo cosa da poco, inevitabilmente deve lasciare il segno. Incontrare Teresina per me, prima ancora che professionale, è stata un'esperienza umana e intellettuale importante, da cui sono uscita molto arricchita, come scrittrice e come donna, ed anche con uno sguardo più aperto e comprensivo verso la vita.

D - Posso chiederle che lettera avrebbe scritto lei alla "sua" Teresa?

R - Una lettera molto semplice, la mia, composta da una parola soltanto: "grazie".

 

Copyright © Simona Lo Iacono

All righs reserved

 

L’intervista di Simona Lo Iacono a Maria Di Lorenzo è pubblicata dal periodico “La voce dell’isola” (21 Giugno 2008). Tutti i diritti sono riservati.

 


La pienezza della felicità


 

In questo volumetto, di gradevolissima ed avvincente lettura, l’autrice ha cercato di indagare e rivelare il mistero di questa ragazza della provincia francese, vissuta più di cento anni fa, che nella sua breve vita è stata in grado di trovare la pienezza della felicità nella cella di un convento di clausura.

Le indicazioni più importanti che emergono da queste pagine per i giovani sono quelle di non aver timore ad essere se stessi, autentici e genuini, di non rinunciare a pensare con la propria testa, di non vergognarsi a credere in Dio, di avere il coraggio di fare delle scelte e portarle avanti con sicurezza e coerenza.

Soprattutto ai giovani di oggi, disorientati da falsi modelli, illusi da miti ingannevoli e assediati dal consumismo, Teresa può dare una risposta per il loro pressante, ma inespresso desiderio di felicità che non trova soddisfazione; lei infatti propone il suo credere fermamente in quella felicità che può venire solo da Dio.

Una risposta sempre valida, ieri come oggi, perchè sempre uguale è il cuore, soprattutto nel giovanile palpitare, con le sue problematiche e la sua irrinunciabile necessità di dare alla vita un senso soddisfacente.