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rosario livatino

 

martire della giustizia

 

 

 

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SERVIRE LO STATO

il feretro

Non chiamateci eroi…

Il mestiere del giudice


  

IL SEME DELLA GIUSTIZIA

a due anni

La vita come vocazione

Il missionario del diritto


A FUTURA MEMORIA

la stele

Un libro, un film

Livatino, 15 anni dopo

Incontro con gli universitari di Macerata (5 maggio 2005)

 


 

MARIA DI LORENZO

Rosario Livatino

Martire della giustizia

(Paoline, Milano

prima ed. 2000,

seconda ed. 2008)

 

 

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L’AUTRICE

maria di lorenzo

 

MARIA DI LORENZO

 

Nata nel 1964, vive e lavora a Roma.

 

Dopo il Liceo Classico, ha frequentato i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia presso la Università degli Studi di Urbino, laureandosi col massimo dei voti in Letteratura Italiana, con una tesi di carattere psicoanalitico su Giacomo Leopardi.

 

Ha lavorato quindi come giornalista per il quotidiano Il Tempo, per la RAI e per varie testate italiane. Nel 2006 ha fondato la rivista culturale IN PURISSIMO AZZURRO, webzine di letterature & dintorni, che attualmente dirige, mentre continua a collaborare a varie testate italiane con articoli di tematiche culturali e socio-religiose.

 

Cinema, letteratura, teatro e spiritualità sono i suoi principali campi di interesse, sia personali che professionali.

 

Diverse sono le collaborazioni letterarie di Maria Di Lorenzo con riviste italiane di letteratura e di critica, dal 1990 fino ad oggi.

 

Come autrice di versi è stata tra i segnalati al Premio Letterario Internazionale “Eugenio Montale” nel ‘91 per la silloge Il tempo di un breve commiato, poi confluita nella prima raccolta poetica intitolata Voci dal muschio (Edizioni Tracce, Pescara 1992), a cui qualche anno dopo ha fatto seguito la  plaquette Quaderno Siciliano (Firenze PoesiArte, 1994). Le sue poesie hanno ottenuto dagli addetti ai lavori numerosi consensi e riconoscimenti e sono pubblicate e recensite su riviste ed antologie italiane ed estere.

 

Autrice di racconti, nel 1992 ha vinto il Premio di narrativa intitolato a “Giacomo Debenedetti” per il miglior esordiente under 30, con il racconto A sud del cuore.

 

Dal 1992 a oggi ha pubblicato diversi volumi di narrativa, poesia e saggistica, e ha anche composto radiodrammi, testi teatrali, fiction cine-televisive, programmi radiofonici.

 

Ricordiamo:

 

Voci dal muschio (raccolta di poesie, Tracce, Pescara 1992);

 

Quaderno Siciliano (plaquette f.c, PoesiArte, Firenze 1994);

 

Donna e cinema nell’Europa duemila (Demian Edizioni, Teramo 1994),

 

Donne e cinema nell’Europa duemila fra immaginario e quotidianità (Editrice Andromeda, Colledara, 1998); 

 

Rosario Livatino. Martire della giustizia (Paoline, Milano 2000, 2008),

 

Con la croce sul cuore – Edith Stein (Bologna, Edizioni dell’ Immacolata, 2000, 2006),

 

Pier Giorgio Frassati. L’amore non dice mai basta (Paoline, Milano 2002),

 

Madre Teresa. Lo splendore della carità (Paoline, Milano 2003),

 

Una scorciatoia per il cielo - 17 percorsi di vita e di fede con Maria di Nazareth (Gribaudi, Milano 2004),

 

La sera si fa sera (Edizioni Tracce, Pescara 2004, romanzo).

 

I suoi libri sono stati tradotti fino a oggi in inglese, portoghese, ceco e polacco.

 

Al momento sta scrivendo un nuovo romanzo, e ha diversi progetti sulla propria scrivania e nel fatidico “cassetto”, che sono in attesa di realizzazione.

 

E’ in questi giorni nelle librerie la sua ultima fatica letteraria: Teresina è uscita dal gruppo.

 

 

 



 

  


 

 - 2008 -

E’ uscita la nuova edizione

del libro “Rosario Livatino,

martire della giustizia”

 


Un giudice “scomodo”


 

“L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, e se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”. Parole di Paolo VI, dall’esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi del 1975. parole che oggi ci aiutano a rileggere la vita esemplare di Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” assassinato dalla mafia il 21 settembre 1990 sulla statale 640 fra Caltanissetta e Agrigento.

 

Manca poco al decennale della sua morte. L’Italia è un Paese con la memoria corta. Soprattutto se è memoria di bene. Altro richiede il gossip quotidiano, politico e massmediale. Ma proprio dal mondo dei media viene un aiuto. Maria Di Lorenzo è una giornalista. E al “giudice ragazzino” ha dedicato un libro, fresco di stampa: Rosario Livatino. Martire della giustizia (Paoline, collana “I Radar”, 123 pagine, 15 mila lire).

 

Un libro per non dimenticare. Perché Livatino è un simbolo “per coloro che vivono nell’Italia di oggi sognandone una diversa”, scrive l’autrice. Che fin dalle prime pagine chiarisce la sua intenzione: “Tracciare un ritratto semplice e veritiero di un testimone dei nostri tempi: un uomo libero che ha pagato con la vita la sua dedizione al dovere e un’incrollabile fede nella Giustizia”.

 

Ma cosa regge questa dedizione? Cosa nutre questa fede? La Di Lorenzo ripercorre la biografia di Livatino: la famiglia, gli studi, il rapporto con la società e la cultura siciliana. Le sue idee. La sua fede. La professione di magistrato vissuta come vocazione.

 

“Una vocazione schiettamente laicale. Impegnata nella promozione della verità e al servizio della giustizia, per la salvaguardia del bene comune e nel rispetto dell’inalienabile libertà della persona umana, fatta a immagine di Dio – scrive l’autrice -. Valori che riecheggiano nella Christifideles Laici, dove si legge: “La carità che ama e serve la persona non può mai essere disgiunta dalla giustizia”.

 

Un eroe, Livatino? No, risponde la Di Lorenzo. “Un giovane. Un giudice. Un cristiano. Non un “santino” a tutti i costi, non un essere eccezionale, un “superuomo”, ma un giovane come mille altri. Innamorato della vita, della giustizia, della verità”.

 

E ancora: “Un servitore dello Stato”. Il giudice che lavora senza sosta. Senza compromessi. E senza scorta, che rifiuta per non mettere a repentaglio altre vite. L’uomo che sigla le sue note quotidiane “S.T.D.”, Sub tutela Dei.

 

“Un martire della giustizia e, indirettamente, anche della fede”, ha detto di lui Giovanni Paolo II il 9 maggio 1993 in Sicilia. Livatino: il seme che muore. Perciò dà frutto. Un vero testimone. Perciò un maestro.

 

Lorenzo Rosoli

Rosario Livatino? Martire, non superuomo…

in “AVVENIRE” – 15 settembre 2000

 

 


 

 

…si può morire

anche restando vivi,

ed è la morte peggiore.

 

 


Sommario del libro


 

Nota biografica

 

Presentazione

 

1. “Vorrei volare”

 

2. Il liceale affascinato da Dio

 

3. “Ho prestato giuramento”

 

4. Sicilia, Italia: un nido di tenebra

 

5. Giudicare con carità

 

6. Il “missionario” del diritto

 

7. Nel mirino di “Cosa Nostra”

 

8. “Qualcosa si è spezzato…”

 

9. In fondo al tunnel

 

10. Speranza contro speranza

 

Appendice

 

      Dagli scritti

 

      Hanno detto di lui

 

      Cinema

 

      Bibliografia

 

 


Pensieri del giudice


 

“Il giudice, oltre che essere deve anche apparire indipendente.

 

E’ importante che égli offra di se stesso l’immagine non di persona austera o severa o compresa del suo ruolo e della sua autorità o di irraggiungibile rigore morale, ma di una persona seria, sì, di persona equilibrata, sì, di persona responsabile pure; potrebbe aggiungersi, di persona comprensiva e umana, capace di condannare, ma anche di capire.

 

Solo se il giudice realizza in se stesso queste condizioni, la società può accettare ch’egli abbia sugli altri un potere così grande come quello che ha.

 

Chi domanda giustizia deve poter credere che le sue ragioni saranno ascoltate con attenzione e serietà; che il giudice potrà ricevere e assumere, come se fossero sue, e difendere davanti a chiunque.

 

Solo se offre questo tipo di disponibilità personale il cittadino potrà vincere la naturale avversione a dovere raccontare le cose proprie a uno sconosciuto; potrà cioè fidarsi del giudice e della giustizia dello Stato, accettando anche il rischio di una risposta sfavorevole...”

 

 

Rosario

 

“Il ruolo del giudice non può sfuggire al cammino della storia: tanto egli che il servizio da lui reso devono essere partecipi di un processo di adeguamento.

 

Ma di ciò non può farsi carico solo ai giudici: non si può chiedere che essi traggano soltanto da se stessi la forza per questo adeguamento.

 

In questa prospettiva, riformare la giustizia, in senso soggettivo ed oggettivo, è compito non di pochi magistrati, ma di tanti: dello Stato, dei soggetti collettivi, della stessa opinione pubblica.

 

Recuperare infatti il diritto come riferimento unitario della convivenza collettiva non può essere, in una democrazia moderna, compito di una minoranza”.

 

 


dai lettori


 

 

utrice

ull'       dal gruppo (Paoline200008) 20088 giugno 2005

Salve Maria!!

Sono Daniela, l'universitaria di Macerata.

Ti ringrazio anche a nome di Betty e Francesca perchè per noi è stata una vera sorpresa!! [NDR: il mese precedente Maria Di Lorenzo aveva tenuto una lezione all’università di Macerata sulla figura del giudice Rosario Livatino].

Siamo contente e ringraziamo il Signore per quest'amicizia che inevitabilmente ci ritroviamo con te, nata per l'interesse particolare alla figura di Rosario; grazie al tuo incontro ho avuto modo di conoscerlo ancora meglio, e ti confesso che, soprattutto per me che studio giurisprudenza, Rosario sta diventando sempre più un "termine di paragone"; pensare a lui, alla sua vita ogni volta mi porta e mi conduce a Gesù, COLUI che Rosario ha seguito ed aderito in ogni attimo della sua vita.

Per questo lui, e tutta la schiera dei Santi, stanno diventando persone a me care, o meglio AMICHE. Ti saluto!! IN CRISTO

Daniela

 

* * *

 

8 marzo 2001

Tanti auguri per il tuo lodevole e prestigioso lavoro di scrittrice e giornalista!

Alfonso

 

* * *

 

17 luglio 2002

Spett. Maria Di Lorenzo,

Ha letto nei giorni scorsi di una lettera aperta del senatore Francesco Cossiga ai genitori di Rosario Livatino nella quale sosteneva che egli, a suo tempo, non intendeva offendere quel magistrato?

Conversione sincera? Calcolo politico? Effetto delle alterazioni di umore alle quali Cossiga va' soggetto? Ai posteri l'ardua sentenza...

Cordialmente,

Maurizio

 

    


 

 

 

 

 

 


 

 

 


Hanno detto…


 

“Rosario Livatino è stato uno dei cosiddetti “giudici ragazzini” chiamati a fronteggiare “Cosa Nostra”. Per questo fu ucciso il 21 settembre 1990. era nato nel 1952. Giovanni Paolo II lo ha definito nel 1993 “un martire della giustizia e, indirettamente, anche della fede”.

 

Fare il proprio mestiere per Livatino  ha significato entrare in una logica di fede, maturata nell’Azione Cattolica, all’interno della quale si era formato. L’Autrice mette ben in rilievo anche i momenti cupi, le difficoltà, le amarezze, che giungono tra il 1984 e il 1986 a fargli vivere una sorta di notte oscura dell’anima.

 

Ma questa notte, alla fine, si scioglie nella decisione di segnare le pagine della sua agenda con la sigla S.T.D., cioè “sub tutela Dei”, sotto la protezione di Dio. E sotto tale protezione Livatino proponeva, cosciente dei rischi,  un modello severo e coerente di magistrato, che è anche un modello di vita cristiana intesa come vocazione.

 

L’Autrice, nella biografia che presentiamo, vuol proporre Livatino come un testimone. E ci riesce, ricostruendone la biografia dai desideri dell’infanzia fino al giorno dell’uccisione. Come biografa appare partecipe e propone anche una lettura puntuale dei fatti alla luce del Vangelo, per far emergere con forza come la vita che sta descrivendo sia stata segnata in radice dalla Parola di Dio.

 

P. Antonio Spadaro S.J., in “LA CIVILTÀ CATTOLICA” – 4-18 agosto 2001, pagg. 330-331

 

 


 

 “Un giudice ucciso dalla mafia a trentott‘anni, un “ragazzino” che lavorava da cristiano.

 

Non è necessario diventare martiri per essere buoni cristiani, ma un caso del genere aiuta a rimettere in luce gli orientamenti della vita quotidiana”.

 

“STUDI CATTOLICI” – Classifica di qualità a cura di Giuseppe Romano (dicembre 2000, pag. 909)

 

  


 

“L’Italia ha conosciuto Rosario Livatino dalle pagine dei giornali, all’indomani della sua morte, avvenuta il 21 settembre 1990, mentre percorreva la statale 640 per recarsi al lavoro presso il tribunale di Agrigento. Prima non erano in molti a sapere chi fosse questo “giudice ragazzino” chiamato a fronteggiare la mafia.

 

L’autrice afferma che anche oggi Livatino si può considerare un semplice servitore dello Stato e non un eroe per vocazione. Dunque, un uomo come tanti altri, innamorato della vita, della giustizia e della verità. Eppure, dopo il suo barbaro assassinio la sua figura ha cominciato a distinguersi nell’immaginario collettivo. Giovanni Paolo II nella sua visita pastorale ad Agrigento il 9 maggio 1993 lo definì: “Martire della giustizia e, indirettamente, anche della fede”.

 

Il ritratto scarno e veritiero che Di Lorenzo fa di Livatino onora anche i tanti italiani che con fedeltà al proprio dovere e senza clamori combattono per la giustizia”.

 

VITA PASTORALE” – In libreria a cura di Tarcisio Cesarato (gennaio 2001, pag. 140)

 

 


 

“Un intenso ritratto del giovane giudice a dieci anni dalla sua uccisione. Di Rosario Livatino si parlò a lungo solo all'indomani della sua morte, anche se di lui alcune personalità dello Stato avevano parlato, come di "giudice ragazzino". In realtà Rosario Livatino aveva preso molto sul serio il suo servizio di magistrato, consapevole che la strada imboccata non era affatto facile.

 

Il libro attinge alla testimonianza dei genitori del magistrato e di Ida Abate, sua insegnante di Liceo, e ai molti documenti da loro messi a disposizione per la realizzazione di questo profilo.

 

Particolarmente significativi i capitoli in cui viene presentata la realtà della mafia in Sicilia e in Italia, e i capitoli che disegnano il ritratto interiore di questo giovane magistrato.

 

Corredato da un'abbondante appendice che riporta brani degli scritti di Livatino e una documentazione su quanto è stato detto e scritto su di lui, in occasione della sua morte, compreso il film "Il giudice ragazzino" (1994), di cui viene presentata una scheda utilissima per educatori e insegnanti.”

 

“MILIZIA MARIANA”

(novembre 2000)

 

 


del libro hanno anche parlato…


 

Giuseppe De Carli – RAI UNO

Radio in Blu

Radio Circuito Marconi

Sito Ministero Grazia e Giustizia

Fondazione Emilio Alessandrini

Giustizia e Carità

Avvenire

La Civiltà Cattolica

Itinerari Pastorali

Pioneers

Vita Pastorale

Madre di Dio

Diritto e Diritti

Italia Cattolica

Associazione Rosario Livatino

Studi Cattolici

Archivio del 900

European Rogationist Association

Sito Padri Gesuiti Napoli

Scuola Sperimentale Leonardo

Milizia Mariana

Pastorale Giovanile Diocesi Treviso

 


 

ALTRE OPERE DI

MARIA DI LORENZO


Teresina è uscita dal gruppo

La sera si fa sera

Madre Teresa

Donne e cinema nell’Europa duemila

Sui passi di Maria

Quaderno Siciliano

Pier Giorgio Frassati

Una scorciatoia per il cielo

La stanza dello scirocco

Con la croce sul cuore

Voci dal muschio


 

 


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