Nasconditi dentro il mio cuore

 

Il messaggio della Divina Misericordia

per l’umanità del terzo millennio

 

 

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Maria Di Lorenzo

Nasconditi dentro

il mio cuore

Edizioni dell’Immacolata,

Bologna 2009

pp. 176, € 12,00

 

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INDICE


 

Presentazione

 

Parte Prima

IL SEGRETO DI SUOR FAUSTINA

1.  Una mistica fra le due guerre mondiali

2.  Gesù confido in te

3.  “Segretaria del mio mistero più profondo…”

4.  La pedagogia di Dio

5.  Maria, Madre di Misericordia

6.  In un oceano di felicità

 

Parte Seconda

MISERICORDIA E’ IL SECONDO NOME DI DIO

7.  La misericordia divina nell’Antico Testamento

8.  Il Messia, misericordia del Signore

9.  La grande promessa del Cuore di Gesù

10.  La teologia della misericordia secondo santa Teresa di Lisieux

11. Una missione che continua: Madre Speranza di Gesù

 

Parte Terza

UN MESSAGGIO PER IL TERZO MILLENNIO

12.  Giovanni Paolo II, il globe-trotter del Padre misericordioso

13.  A cento giorni di cammino

14.  Nel vento di Auschwitz solo l’amore crea

15.  Sulla soglia del mistero

 

Parte Quarta

PREGHIERE ALLA DIVINA MISERICORDIA

-  Preghiere di santa Faustina Kowalska a Dio misericordioso

-  La coroncina alla Divina Misericordia

-  L’ora della Misericordia

-  La Via Crucis

-  La Novena alla Divina Misericordia

-  Il santo Rosario

-  Litanie della Divina Misericordia

-  Atto di affidamento alla Divina Misericordia

 

Indirizzi e siti web

Bibliografia

 

 


 

 

L’AUTRICE

Maria Di Lorenzo

MARIA DI LORENZO

 

 

Nata nel 1964, vive e lavora a Roma.

 

Giornalista culturale, scrittrice, autrice teatrale e cinematografica, dopo il Liceo Classico ha frequentato i corsi della Facoltà di Lettere e Filosofia presso la Università degli Studi di Urbino, laureandosi col massimo dei voti in Letteratura Italiana, con una tesi di carattere psicoanalitico su Giacomo Leopardi.

 

Ha lavorato quindi come giornalista per il quotidiano Il Tempo, per la RAI e per varie testate italiane.

 

Esperta in problematiche religiose del nostro tempo ed attivamente impegnata da diversi anni nel campo del giornalismo culturale, attualmente è direttore responsabile della rivista IN PURISSIMO AZZURRO, un periodico impegnato nel dialogo fecondo fra le diverse voci culturali presenti oggi nel mondo – come letteratura, teatro, cinema, musica, arti figurative - attraverso il filtro della loro comune tensione verso l’assoluto.

 

 

Dal primo giugno 2009 cura il forum letterario Flannery dedicato alle donne che scrivono.

 

Come autrice di versi è stata tra i segnalati al Premio Letterario Internazionale “Eugenio Montale” nel ‘91 per la silloge Il tempo di un breve commiato, poi confluita nella prima raccolta poetica intitolata Voci dal muschio (Edizioni Tracce, Pescara 1992), a cui qualche anno dopo ha fatto seguito la  plaquette Quaderno Siciliano (Firenze PoesiArte, 1994).

 

Le sue poesie hanno ottenuto dagli addetti ai lavori numerosi consensi e riconoscimenti e sono pubblicate e recensite su riviste ed antologie italiane ed estere.

 

Autrice di racconti, nel 1992 ha vinto il Premio di narrativa intitolato a “Giacomo Debenedetti” per il miglior esordiente under 30, con il racconto A sud del cuore.

 

Dal 1992 a oggi ha pubblicato diversi volumi di narrativa, poesia e saggistica, e ha anche composto radiodrammi, testi teatrali, fiction cine-televisive, programmi radiofonici.

 

Ricordiamo:

 

Voci dal muschio

(raccolta di poesie, Tracce, Pescara 1992),

 

Quaderno Siciliano

(plaquette f.c, PoesiArte, Firenze 1994),

 

Donna e cinema nell’Europa duemila

(Demian Edizioni, Teramo 1994),

 

Donne e cinema nell’Europa duemila fra immaginario e quotidianità

(Editrice Andromeda, Colledara, 1998), 

 

Rosario Livatino. Martire della giustizia

(Paoline, Milano 2000, 2008),

 

Con la croce sul cuore – Edith Stein

(Edizioni dell’ Immacolata, Bologna, 2000, 2006, 2009),

 

Pier Giorgio Frassati. L’amore non dice mai basta

(Paoline, Milano 2002),

 

Madre Teresa. Lo splendore della carità

(Paoline, Milano 2003),

 

Una scorciatoia per il cielo - 17 percorsi di vita e di fede con Maria di Nazareth (Gribaudi, Milano 2004),

 

La sera si fa sera

(Edizioni Tracce, Pescara 2004, romanzo),

 

Teresina è uscita dal gruppo

(Paoline, Milano 2008),

 

Nasconditi dentro il mio cuore

(Edizioni dell’Immacolata, Bologna 2009).

 

Le sue opere sono state tradotte fino a oggi in inglese, portoghese, turco, ceco e polacco.

 

Attualmente Maria Di Lorenzo lavora a un nuovo romanzo, e ha diversi progetti sulla propria scrivania e nel fatidico “cassetto”, che sono in attesa di realizzazione.

 

Il suo sito web è www.mariadilorenzo.net.

 

Il blog personale:

Scrivere è un destino

 

 

 

 


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 Presso l’ufficio-stampa di Maria

Di Lorenzo sono anche disponibili materiali per recensioni e altri servizi giornalistici che vi saranno inviati,

dietro vostra richiesta , in doc o rtf.

 



 

 


 

Che cosa ci porteranno gli anni

che sono davanti a noi?

Come sarà l’avvenire dell’uomo sulla terra?

A noi non è dato di saperlo.

E’ certo tuttavia che accanto a nuovi

progressi non mancheranno,

purtroppo, esperienze dolorose.

Ma la luce della divina misericordia

illuminerà il cammino degli uomini

del terzo millennio…”

 Giovanni Paolo II

 


Presentazione


 

“Può forse la penna descrivere cose per le quali talvolta non esistono nemmeno le parole?”

    

L’interrogativo pressante che S. Faustina Kowalska rivolgeva a se stessa nel redigere i quaderni di quello che è diventato un best-seller della spiritualità cattolica, La Misericordia Divina nella mia anima, è lo stesso che deve necessariamente affrontare chi ha deciso - come si vedrà dalle pagine di questo libro - di addentrarsi almeno un poco in quel grande mare, vera distesa d’acqua senza sponde, che è il mistero della misericordia di Dio lungo tutti i secoli della nostra storia umana.

    

Impresa difficilissima, che è stato possibile intraprendere avendo come bussola di riferimento l’esperienza di una grande mistica come santa Faustina Kowalska, una suora polacca vissuta nella prima metà del secolo scorso, canonizzata da papa Giovanni Paolo II nel grande Giubileo del 2000 e da lui additata al mondo intero come messaggera della divina misericordia per l’umanità del terzo millennio.

 

Per il papa polacco, nella misericordia si trova riassunto e nuovamente interpretato per il nostro tempo il mistero della Redenzione. “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Gv 13, 34-35).

 

Questo comandamento di Gesù che cos’è mai se non il comandamento della misericordia?

 

Questa misericordia, che attraversa e sostiene tutte le generazioni, è il filo conduttore della storia umana. In verità tutta la Bibbia, dalla prima all'ultima riga, possiamo dire che è una sola unica pagina che presenta ed elogia la grande, insondabile misericordia di Dio.

    

La parola “misericordia” suona, però, al giorno d’oggi, alquanto incomprensibile alla maggior parte della gente, svuotata del suo significato più autentico, eppure anelata, spesso inconsciamente, da tante uomini e donne feriti e delusi dalla vita.

    

La scienza e la tecnica e neppure la psicologia sono infatti capaci di fornire una spiegazione esauriente sulle domande fondamentali dell’uomo: chi sono io e perché vivo; in altre parole qual è il senso della vita, come sciogliere il suo mistero, perché si sta al mondo, e se c’è un fine in tutto questo, uno scopo, una destinazione.

 

Ma noi, che siamo esseri umanamente finiti, aneliamo all’infinito di cui le nostre anime sono impastate, non possiamo accontentarci di minutaglie, eventi minimi, per dare un significato che illumini la nostra esistenza.

 

Ecco che allora si fa strada, in modo sotterraneo, lentamente, quasi alla stregua di un fiume carsico, un desiderio bruciante di assoluto, che sopravvive nonostante tutto dentro di noi, una ricerca di abbandono fiducioso in Qualcuno che sa accogliere e capire tutte le nostre fragilità, senza chiedere nulla in cambio se non l’abbandono e la fiducia.

 

“Quanti, anche nel nostro tempo – ha detto recentemente Papa Benedetto XVI - , sono in ricerca di Dio, in ricerca di Gesù e della sua Chiesa, in ricerca della misericordia divina, e attendono un ‘segno’ che tocchi la loro mente e il loro cuore!”.

    

Il senso del nulla che ossessiona tanti nostri contemporanei, su cui soffia impetuoso da alcuni decenni il vento gelido della secolarizzazione, non è che la tragica risultante di un materialismo consumista che non ha mantenuto nessuna delle sue promesse di felicità, lasciando la maggior parte di noi ai bordi di un deserto, psicologico e morale.

 

Nell'Europa orgogliosamente laica torna allora con prepotenza la domanda sulle cose ultime, sulla fede, di cui soltanto i mass media sembrano oggi non accorgersi.

    

Come la superficie appena increspata del mare nasconde sotto le onde il vorticoso mulinare delle correnti, il grande mistero della divina misericordia avanza nel mondo contemporaneo conquistando tanti cuori induriti dal dolore e dal risentimento.

 

Una “medicina” straordinariamente efficace per gli uomini e le donne del ventunesimo secolo, come già aveva capito Giovanni Paolo II nella sua profetica lungimiranza allorché proponeva all’umanità intera le rivelazioni di un’umile suora polacca come un faro di luce capace di rischiarare e di riscaldare questa fredda e lunga notte che sta attraversando il mondo.

    

Due figure, quella di papa Wojtyla e di suor Faustina, strettamente legate fra loro, come si vedrà dalle pagine di questo libro, sullo sfondo di un secolo particolarmente difficile e doloroso.

 

Quel Novecento che da pochi anni ci siamo lasciati alle spalle, nel quale però, per singolare coincidenza, abbiamo visto nascere nella stessa terra di Polonia l'astro fulgente di un Pontefice, la cui vita e, soprattutto, lo straordinario pontificato sul soglio di Pietro come Giovanni Paolo II, si sono strettamente intrecciati alla vita e alla missione della grande mistica polacca Faustina Kowalska, per ribadire al mondo intero un messaggio di salvezza e di pressante appello.

 

L'umanità di oggi non troverà mai la pace nè la felicità su questa terra se non avrà conosciuto il “secondo nome” di Dio: quella misericordia che infinitamente scaturisce dal Cuore stesso del Padre come un rifugio imperituro per gli uomini. 

 

[dall’introduzione a Nasconditi dentro il mio cuore di Maria Di Lorenzo, Edizioni dell’Immacolata, Bologna 2009 – All rights reserved. Tutti i diritti riservati]

 


Sulla soglia dell’invisibile


 

“L’infinito ti raggiunge per acque strette”, ha scritto il poeta francese Jean-Pierre Lemaire.

 

Non sono acque, ma strade egualmente strette, quelle che costeggiano il Santuario della Divina Misericordia, a Roma, e accolgono le voci sommesse dei passanti assieme al lento mormorio del Tevere, che scorre placido e indifferente a pochi metri da questo importante Centro di Spiritualità, che il Pontefice Giovanni Paolo II ha voluto intitolare al culto della divina misericordia.

    

Qui, dopo aver costeggiato i vicoli ombrosi e stretti che fanno reticolo attorno alla Basilica di San Pietro, giungono i pellegrini, i devoti, le persone non credenti o in ricerca, la varia umanità con il cuore ferito e nessuno al quale confidarlo, nessuno a cui affidare la propria pena segreta.

    

Vengono sulla soglia dell’invisibile, con l’anima chiusa in una bolla di solitudine e di scontento, e non c’è nulla da capire, soltanto credere, lasciarsi andare. Abbandonarsi all’amore, o meglio lasciarsi amare, lasciarsi incontrare da Dio, prima ancora che incontrarlo.

    

Vengono per bussare alla porta di un Padre misericordioso di cui fino al giorno prima non conoscevano neppure l’esistenza. E qui capiscono che abbandonarsi vuol dire accettare semplicemente la paternità di Dio, sapere che il fondamento di ogni cosa sta nella coscienza di appartenere a Qualcuno, nella certezza di avere un Padre.

    

Credere all’incredibile amore di Dio. Questa è la cosa più difficile per loro. Per tutti noi. E’ come affacciarsi su un grande abisso di cui non si conosce la profondità.

 

Ma Dio non doveva essere morto e sepolto in questo terzo millennio?

 

A Santo Spirito in Sassia c’è un viavai continuo di gente, ad ogni ora del giorno, e in ogni giorno dell’anno. Confessioni, preghiere silenziose e lumini accesi davanti al dipinto che campeggia nella cappella sulla destra, quella con Gesù benedicente dal cui petto partono i due raggi, rosso e bianco, e sotto la grande scritta che dice Gesù confido in te.

 

Qui il cielo non è vuoto, qui ci vengono persone che hanno ben conosciuto gli inferni della vita, con storie umane segnate da momenti di grandi fragilità e delusioni. E chi ha sperimentato fino in fondo la potenza delle tenebre non ha paura di affidarsi alla forza apparentemente debole della preghiera.

    

Coniugi in procinto di divorziare trovano la strada per la riconciliazione, chi spacciava droga ha smesso di punto in bianco di continuare a farlo, malattie terribili che evolvono in straordinarie guarigioni, e chi voleva suicidarsi in preda alla disperazione e al vuoto della sua vita ritrova invece la fonte della gioia e della speranza. La notte dell’anima assiderata e persa si apre a poco a poco accogliendo il chiarore delle stelle.

 

“Quando la noia e lo sconforto bussano al tuo cuore, fuggi da te stessa e nasconditi dentro il mio Cuore”.

 

E’ la potenza rigeneratrice della misericordia, l’amore strabordante del Padre rivelato da Gesù nel dono dello Spirito, che è sempre sviscerato, irrefrenabile, persino eccessivo, secondo le nostre categorie umane, di fronte al peccatore.

 

E’ l’amore fuori di ogni logica razionale, perché frutto della commozione viscerale di Qualcuno che ci è Padre e che ci ama ben al di là dei nostri meriti umani.

 

Questo mistero d'amore, come diceva suor Faustina, noi non riusciremo a scandagliarlo per tutta l'eternità.

 

 

 

[continua…]

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 


Giovanni Paolo II


Due milioni di persone ogni

anno si recano a Lagiewniki,

un sobborgo alla periferia di Cracovia, dove sorge la costruzione, modernissima e imponente, del grande santuario dedicato alla Divina Misericordia.

 

Qui ci sono le spoglie di santa Faustina Kowalska, che migliaia

di fedeli visitano ogni giorno provenendo da ogni parte del mondo. Qui negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale, veniva un giovane operaio con

gli zoccoli ai piedi. Sostava in preghiera prima di recarsi a lavorare nella fabbrica Solvay e

in quel luogo non c ’era ancora

la moderna costruzione in vetrocemento di oggi ma un povero convento, dove era

vissuta e morta poco più che trentenne – in concetto di

santità – un ’umile suora

polacca.

 

Quella suora era Faustina Kowalska e il giovane con gli zoccoli ai piedi, che scriveva poesie e studiava nel seminario clandestino di Cracovia, si chiamava Karol Wojtyla.

 

Una volta suor Faustina aveva sentito molto distintamente,

nel raccoglimento interiore della preghiera, queste parole:

«Amo la Polonia in modo particolare e, se ubbidirà al Mio volere, l’innalzerò in potenza e santità.

Da essa uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla Mia ultima venuta …».

 

Karol Wojtyla, divenuto dapprima sacerdote e poi vescovo e cardinale, salirà al soglio pontificio nell’ottobre del 1978 con il nome di Giovanni Paolo II.

 

Misericordia sarà la parola chiave di tutto il suo lungo, e per certi versi indimenticabile, pontificato. 

 

[continua…]

 


Solo l’amore crea


“Se c ’è stato Auschwitz allora non ci può essere Dio”. Lo si è sentito ripetere spesso fino ad oggi, ogni volta che il pensiero e il ricordo, soprattutto dei sopravvissuti, è andato a quella pagina nera dell’Europa del ’900 che è stata per l ’appunto Auschwitz.

 

Una spaventosa macchia sulla coscienza del genere umano, il “tabernacolo” del male assoluto in cui si è rivelato per intero, e come forse mai nella storia, il grande mistero dell’iniquità.

 

Suor Faustina Kowalska si congeda dal mondo nell’ottobre del 1938, alla vigilia dei grandi sconvolgimenti mondiali. Nella notte fra il 9 e il 10 novembre di quel tragico anno, vengono date alla fiamme le sinagoghe ebraiche in Germania.

 

Con quella che sarebbe passata alla storia come “la notte dei cristalli”, prendeva il via il piano diabolico e criminale di Adolf Hitler, quella forza barbarica e anticristiana che sotto il vessillo del “nazionalsocialismo” avrebbe fatto tabula rasa di ogni valore etico e spirituale per più di un decennio, a cominciare dal 1933, anno dell’ascesa al potere del Fuhrer.

 

“L’ora X” scattava il primo settembre del 1939, allorché

dopo il patto di non aggressione stipulato a Mosca il 23 agosto di quell’anno fra Stalin ed Hitler, veniva dato il via all’occupazione tedesca della Polonia. Con le prime operazioni di guerra si apriva purtroppo anche la strada degli internamenti di massa nei campi di concentramento nazisti,

e la zelante polizia militare tedesca presto sarebbe entrata nella cittadella di Maria, Niepokalanów, per prelevare Massimiliano Kolbe e condurlo al campo di sterminio di Auschwitz.

 

«Nel mondo intero sta per succedere “qualcosa”, ma a

noi, che siamo consacrati all’Immacolata, che cosa potrà capitare in qualsiasi luogo?», scriveva in una delle sue lettere padre Kolbe.

 

Arrestato nella primavera del

1941 e portato ad Auschwitz,

la polacca Oswiecim, con altri trecento prigionieri stipati in

carri bestiame, nella cittadella

dell’odio l’apostolo di Maria avrebbe offerto la propria vita

il 14 agosto 1941, in cambio di quella di un altro prigioniero, Francesco Gajowniczek, con moglie e figli, destinato a morire nel bunker della fame.

 

Gli squadroni della morte

all’ordine del Fuhrer si espandevano a macchia d’olio verso l’Europa intera con le loro camicie brune e le croci uncinate grondanti di sangue. Sul mondo

si allungava a poco a poco l’ombra della croce. Migliaia e migliaia di vittime falcidiate dalla violenza nazista in un desolante scenario umano e spirituale.

 

Ma san Massimiliano Kolbe

diceva con convinzione, con

quella tenace convinzione che forse hanno solo i santi: «L ’odio non è una forza creativa; solo l’amore crea».

 

E ancora, con straordinaria virtù profetica, asseriva: «Dio sta purificando la Polonia. Dopo,

la luce spirituale del nostro

Paese splenderà sul mondo».

 

[continua…]

 


La missione di Faustina Kowalska


 

Suor Faustina aveva detto sul letto di morte: “Io sento chiaramente che la mia missione non finisce con la morte, ma comincia. O anime dubbiose, solleverò per voi il velo del paradiso, per convincervi della bontà di Dio, perché non continuiate a ferire con la diffidenza il Cuore dolcissimo

di Gesù. Dio è amore e Misericordia!”.

 

La fama della santità della sua vita crebbe insieme alla diffusione del culto alla divina misericordia sulla scia delle tante grazie ottenute attraverso la sua intercessione.

 

Durante la seconda guerra mondiale si diffondeva infatti

assai velocemente in tutto il mondo la devozione alla misericordia divina e a seguito

di questo don Sopocko ritenne opportuno rivelare chi era la sua promotrice, la cui fama di santità

si accresceva di giorno in giorno. Negli anni 1963-67 si svolse

quindi a Cracovia il processo informativo relativo alla sua vita

e alle sue virtù e nel 1968 iniziò

a Roma il processo di beatificazione che si concluse

nel dicembre del 1992.

 

La sua causa venne promossa dall’allora vescovo ausiliare di Cracovia Karol Wojtyla, che da giovane operaio e seminarista clandestino negli anni Quaranta

si fermava a pregare sovente – recandosi a lavorare nella fabbrica Solvay – nel monastero (oggi santuario) di Lagiewniki.

    

Ed è stato proprio lui, salito al soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo II, a scrivere una enciclica, Dives in Misericordia,

la seconda del suo pontificato, interamente dedicata alla devozione appresa dall’umile suora polacca. Ed è stato

sempre lui che l’ha dichiarata prima beata, il 18 aprile 1993,

e quindi santa, il 30 aprile 2000, davanti a una folla di oltre duecentomila pellegrini

convenuti a piazza San Pietro.

    

In quell’occasione il Papa ha stabilito per la prima volta la

festa della Divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella seconda domenica di Pasqua.

   

Sempre a Roma, proprio a due passi da San Pietro, è attivo dal 1994 il Centro di Spiritualità

della Divina Misericordia, annesso alla Chiesa di Santo Spirito in Sassia. Il centro è un polo di irradiazione spirituale, fucina di molte iniziative legate

al culto della divina misericordia

ed è, per così dire, il cuore italiano della devozione di migliaia e migliaia di fedeli a S. Faustina Kowalska.

    

La sua Famiglia religiosa, la Congregazione della Beata Vergine Maria della Misericordia,

è attiva ancora oggi nel sostegno soprattutto alle giovani donne, alle ragazze madri e agli handicappati. Da qualche tempo poi è sorta anche l’Associazione degli Apostoli della Divina Misericordia, un movimento internazionale formato da sacerdoti, religiosi e laici

presenti in ben 29 paesi.

    

“Attraverso di te, come per

l’Ostia Santa - aveva assicurato

un giorno Gesù a suor Faustina –

i raggi della mia Misericordia

si espanderanno sul mondo”.  

 

[continua…]

  


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