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Il paradiso se lo immagina come lo spazio all'interno dei
cancelli del santuario di Lourdes: un
luogo d'amore dove ci si stringe tutti attorno alla Madre di Dio, per
sempre.
C’è una sorta di “filo rosso” che lega la vita di Alessandra
Borghese, quella di oggi, iniziata circa dieci anni fa con una
clamorosa conversione, lei preferisce chiamarlo un “ritorno alla fede
cattolica”, che ha fatto molto scalpore sui mass media e dentro il
cosiddetto “bel mondo” dal quale lei stessa proviene. Perchè Donna
Alessandra Romana dei Principi Borghese, questo il suo nome per esteso,
non ha avuto timore di raccontare a cuore aperto, con sincerità assoluta,
talvolta persino brutale, la sua storia e il suo singolare cammino di fede in un libro, Con occhi nuovi,
divenuto presto un best-seller.
Un racconto così sorprendente ed emotivamente intenso, il
classico “pugno nello stomaco”,
che doverla porla immediatamente sotto i riflettori della ribalta
massmediatica, esponendola giocoforza alla curiosità della gente e alla
malignità di certi ambienti “snob”, per i quali è semplicemente una
esibizionista, una stravagante aristocratica fulminata sulla via di
Damasco.
Qualcuno in modo canzonatorio l’ha anche ribattezzata “la
madre badessa”, ma dietro lo sberleffo, sotto sotto, c'è forse una punta
di invidia, una sottile nostalgia
di Dio, come una sete inespressa, la stessa che aveva provato anche
lei, anni addietro, prima dell’incontro con il Signore.
Nata
a Roma il 25 settembre 1963 dal Principe don Alessandro Romano
Borghese e da Fabrizia dei Conti Citterio, la principessa Alessandra
aveva compiuto studi cattolici presso l’Istituto Trinità dei Monti a
Roma, conseguendo la laurea in Business Administration all'Università
John Cabot College, con specializzazione in marketing e management.
Quindi, aveva spiccato il volo verso la “Grande Mela”, lavorando per tre
anni presso la società American Express di New York.
Anni dorati, pieni di feste, di viaggi, di divertimenti. Anni
superficiali e inquieti, vissuti tutti all’interno del jet-set
internazionale, con le sue regole ed i suoi riti, e con una profonda,
totale disistima per la Chiesa,
giudicata retriva, polverosa, assolutamente antiquata in fatto di morale.
Così la principessa nata cattolica, e con un papa per di più
nel blasone della propria casata, quel Borghese il cui nome campeggia
sulla facciata della basilica di San Pietro, vive lontana dalla Chiesa e
dalla pratica religiosa per molti anni. Fino alla “svolta”.
Nell'agosto del 1998, mentre è in Baviera, nel castello dei
Thurn und Taxis, l'amica Gloria, con cui aveva condiviso gli anni della
dolce vita newyorkese, la invita a
Messa. Gloria è la sua amica del cuore e non può dirle di no, quindi
la segue, “ma solo per educazione”, precisa lei, celando la propria
riluttanza.
Dopo lo sconcerto, però, inizia a riflettere. Che significato
aveva tutto questo? Alessandra si interroga, capisce che per Gloria la
fede è un valore importante e piano piano cadono tutti i suoi pregiudizi sulla Chiesa, fino all'incontro e al colloquio franco e
decisivo con un monsignore tedesco, che diventerà il suo direttore
spirituale.
Qui comincia la “seconda
vita” di Alessandra Borghese. Diventa scrittrice e giornalista, segue
i viaggi del Papa (Giovanni Paolo II, prima, ed ora Papa Benedetto),
partecipa a talk-show televisivi per raccontare la sua esperienza,
soprattutto non si stanca di girare l’Italia e l’Europa e di incontrare
gente con cui parlare e condividere la sua scoperta. Perché quando uno ha
avuto il dono della fede, questo dono non lo può tenere per sé, deve
gridarlo dai tetti.
Vedono così la luce due libri assai fortunati, Con occhi nuovi e Sete di Dio (Piemme), in
cui, con una scrittura pacata e avvolgente, che fa vibrare tutte le corde
dell’anima e cattura fin dal primo istante, racconta come - dopo una
giovinezza dorata nel jet set e un matrimonio col miliardario greco
Costantino Niarkos, finito in un doloroso divorzio - sia stata alfine
"conquistata" dal silenzioso e inesorabile richiamo di Dio.
“C'è un luogo – dice -
dove io torno spesso, perchè sento che è importante per la mia vita e la
mia fede. Un luogo che attrae in modo particolare, perchè mi sembra che
là il diaframma che ci separa dal Mistero si faccia così sottile da
diventare quasi trasparente. Questo luogo è Lourdes. Ogni volta per me Lourdes è un'esperienza nuova che
mi aiuta molto. E' difficile tornare da Lourdes con lo stesso animo con cui
si era partiti. Occorre aver resistito con tutte le proprie forze alla
grazia!”.
A Lourdes c’è Maria, la Madre, a cui Alessandra ha persino
dedicato il suo sito web www.alessandraborghese.com
su cui campeggia il titolo “Maria Salus Populi Romani”. Un titolo molto
caro ai Borghese, perché se ne venera l'immagine proprio nella “loro”
cappella, posta all’interno della Basilica di S. Maria Maggiore. E
Alessandra ha voluto porre il suo sito internet, e quindi tutto il suo
lavoro e apostolato, sotto la protezione di Maria.
Non a caso si reca sovente a Lourdes, dove presta servizio
come sorella alle piscine. “Il
pellegrinaggio – confida lei - è un'esperienza molto forte. La mia emozione
inizia quando preparo la mia piccola valigia e indosso l'uniforme da
sorella. Mi sento forte, utile, per quello che andrò a fare.
Dall'esperienza di Lourdes è nata e si è approfondita anche la mia
devozione mariana. Seguire Cristo
sembra talvolta difficile, abbandonarsi con fiducia alla Madonna appare
più dolce. Al seguito di Lourdes – confessa - ho anche scoperto il
Rosario. La trovo una bellissima forma di preghiera. Per questo mi sposto
sempre con la corona in borsa”.
Anche le ambizioni della sua vita si sono via via
ridimensionate, e la vita stessa si è fatta più semplice, più lineare.
“Ora – dice lei - ho un modello diverso come donna, ed è Maria. Mi sembra che Maria sia la
vera chiave per capire il ruolo e il valore della femminilità, mia e di
tutte le altre donne”.
Prima, in quel “prima” fatto di lusso e privilegi mondani,
non si era mai posta veramente il problema di Dio, semplicemente viveva
come se lui non esistesse. Ora invece Alessandra sa che la vera libertà viene solo da
Cristo. “E' lui - afferma - che mi dice chi sono, dove vengo, ma
soprattutto dove sto andando”.
Una vita aperta alla dimensione del mistero, del
soprannaturale, in altre parole alla fede, è una vita piena di senso e di
pace, in cui si cammina a piedi
nudi verso la gioia, sicuri di non restare delusi.
È necessario “lasciarsi lavorare dall'amore”, dice lei, e
portare agli altri questo amore. Per questo Alessandra Borghese non ha
paura di mettersi in gioco e di andare controcorrente.
Mettendo splendidamente a frutto la sua indubbia capacità di
comunicare, ha stabilito ormai un “filo diretto” con i suoi lettori
(anche grazie a un numero verde
disponibile sul suo sito web) e in questi anni ha incontrato tante
persone, aprendosi con sincerità alle loro domande e ai loro quesiti
esistenziali. Perché la gente, dice lei, ha sete di Dio, anche se non lo
sa esprimere. Anche se vive lontana da Lui, anche se ha denaro e tempo in
abbondanza per vivere dei piaceri effimeri della vita. “Spesso, dove c'è
ricchezza materiale c'è povertà di altro tipo che porta con sè molta
sofferenza. Io cerco, come posso, di offrire la mia testimonianza”.
MARIA DI LORENZO
“Milizia
Mariana” - Anno LXI - Numero 8 -
Settembre 2007

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